giovedì 18 novembre 2021

I luoghi del romanzo giallo-politico “L’alito rovente del Drago”

L’intreccio giallo sulle trame nere dei primi anni ’70 ci porta innanzitutto dalle verdi periferie del veneziano alla città di Mestre, luogo natale dei due investigatori, milanesi d’adozione, protagonisti del romanzo. Mestre è una città che qualcuno chiama “piccola Milano”, non certo perché abbia il fascino e la bellezza della metropoli meneghina, ma perché comunque dal dopoguerra si è talmente sviluppata da offrire i servizi di un capoluogo di provincia o di regione.

Il suo scorcio più affascinante è forse la Piazza con la Torre dell’Orologio, ma molto bella è anche la via Giordano Bruno (e parco adiacente) con le rovine dell’antica Torre Belfredo che non hanno nulla da invidiare a uno scorcio della Roma antica. Il romanzo tocca Venezia non tanto nel suo tessuto urbano ma nella sua laguna, le sue isole, in particolare un’isola immaginaria, l’Isola del Morto, luogo di snodo cruciale per la trama: isole spesso disabitate, occasioni di ritrovo per pescatori o compagnie di giovani, isole di salso, di pesce, di onde. 

Quindi abbiamo la fascinosa Padova, con i suoi portici, i ristoranti presso i suoi fiumi, la magica zona di Santa Sofia ovattata, colta, silenziosa. Cuore della narrazione è però la Milano degli anni ’70, progenitrice della futura Milano da bere, con le bische, gli intrallazzi politici mai finiti dopo la tragedia di Piazza Fontana, e le sue meraviglie artistico-architettoniche: dalla scintillante Piazza Duomo ai viali ombreggiati di Foro Buonaparte, dal Castello Sforzesco a Piazza della Scala, dai palazzi colorati con il tipico giallo milanese, alle affascinanti case di ringhiera.

Infine c’è un paesino di periferia, immaginario proprio come l’isola veneziana: Colbiate, dove vivono i due poliziotti, che potrebbe assomigliare a Cologno monzese, a Corsico, a Cesano Boscone o a tanti altri paesi brulicanti di gente, a tratti degradati ma a tratti con una loro anima verde, con un loro tentativo di svilupparsi a misura d’uomo.

mercoledì 17 novembre 2021

Il trailer ufficiale di "Un caffè per la vittima" di Pamela Luidelli


Venerdì 19 novembre, alle ore 21:00, il "Programma di Classe" in onda su "Radio Cernusco Stereo inBlu" tornerà a parlare di romanzi... questa volta però, affrontando un genere molto curioso ovvero il "thriller ironico". In DIRETTA sarà ospite in "Urban Night #LIVE" sarà la scrittrice Pamela Luidelli che presenterà il suo romanzo edito da "Ali Ribelli Edizioni" dal titolo "Un caffè per la vittima".

"TERRA NOSTRA": il romanzo di Amato Salvatore Campolo attraversa lo Stretto

Lo stretto di Messina. Un luogo magico dove si intrecciano storie millenarie, dall'occupazione dei  Borboni allo sbarco di Garibaldi, dal terremoto del 1908 che fece oltre centomila vittive fino ai "moti del '70" di Reggio Calabria. Un luogo conosciuto in tutto il mondo per la sua centralità nel Mediterraneo e per un progetto ambizioso ma molto criticato, "il ponte sullo Stretto".
Ma questo angolo di paradiso purtroppo è anche molto noto a livello mondiale per la cronaca nera a causa dell'elevata percentuale di criminalità organizzata. "Terra Nostra” proietta un’immagine ben specifica del fazzoletto di terra a sud di Reggio Calabria che si affaccia sullo stretto, quella della vita delle “famiglie di ‘ndrangheta”: una vita di crimine, di omertà, di violenza; ma anche di forti legami famigliari, dove le tradizioni non solo sopravvivono, ma diventano un punto di riferimento su cui orientare la propria esistenza. 
Nel romanzo di Campolo si attraversa lo Stretto di Messina con il famigerato traghetto, per degustare "l'arancino della Caronte" (conosciuto in tutto il mondo) nel piccolo bar al suo interno, ed osservare la stupenda vista della Sicilia che si avvicina sempre di più durante la traversata. Insomma, per chi è del posto o ha attraversato almeno una volta lo Stretto sa di cosa stiamo parlando.
In questo viaggio nei paesi immaginari della Calabria; Casalotto, Bovese e Trimpoli affacciati sul mar Jonio, si percorrerà la famosa Statale 106, per alcuni media definita la "Strada della morte" dove conosceremo boss di vecchio stampo, criminali di “nuova generazione”, imprenditori corrotti, disoccupati disperati, cinici doppiogiochisti, picciotti e killer senza scrupoli. Qui la dimensione “famigliare” è la chiave di tutto. 


Redazione Gialli&Neri

UN BREVE ESTRATTO DEL ROMANZO "L'ANGELO VESTE SADO" DI SILVIA ALONSO


ESTRATTO​
Era un bianco di neve assoluto, luminoso e puro. Il candore di un giglio che nessuna mano umana avrebbe osato violare. Giaceva così, steso per terra, il volto sognante come l’estasi che gli si leggeva sul volto.
Un frammento di perfezione. Camelie sul muschio. Il rosso purpureo di quella rosa incontaminata zampillava ancora qualche goccia dalle ferite. Un contrasto perfetto sulla moquette beige, petali appena sparsi su un manto erboso. Sembrava un dolce giaciglio, un’accogliente alcova per il suo ultimo respiro di vita. Come fanno le bambinaie quando si viene al mondo, il tepore del pavimento lo stava cullando tra le sue braccia, dove avrebbe dormito per sempre.
Ma in quel momento la ragazza non poteva soffermarsi a godere di quella perfezione. Qualcosa di più urgente le soffiava sul collo, incalzandola in una morsa tagliente. Era questione di vita o di morte: doveva darsi alla fuga. Era necessario restare lucida, per dominare i pochi istanti di vantaggio che le restavano sul nemico. Dopo, sarebbe stato tutto più difficile. Il frastuono delle sirene spiegate, la polizia, le indagini, la raffica di domande che avrebbe visto grandinare sopra di sé come in un voice over.
Prese svelta ogni cosa, attenta a non lasciare indizi. Con movimenti fermi e sicuri ripiegò alla svelta, ma con cura, tutti gli attrezzi di tortura, per sistemarli nel borsone della palestra. Le era rimasto solo il tempo di infilarsi gli anfibi e i jeans slavati. Per ritornare nella solita versione rassicurante, quella di sempre: la parte della ragazzina pulita che era solita interpretare di giorno.​ Un ruolo che le era sempre riuscito naturale.
Come nel peggiore degli incubi, le pareti di quella lussuosa stanza sembravano essersi di colpo amplificate per poi richiudersi su lei, strette in una morsa tagliente. Il soffitto viola faceva da risonanza a quell’atmosfera surreale. Non avesse trattenuto l’urlo, si sarebbe sentita al centro di un remake contemporaneo del noto quadro di Munch.
In mezzo a quella Morte assordante, che dominava la scena, tutto era rimasto immobile, sospeso in un fermo immagine senza tempo. Ma fuori, la notte galoppava. Oltre quella porta, la vita avrebbe ripreso i confini della normalità. Si trattava di varcarla a doppia velocità, nel debole margine di libertà che le restava, dilatando al massimo lo spiraglio che si era aperta tra il delitto e la sua imminente scoperta. Imboccò la porta e si tuffò nelle luci della strada.

domenica 14 novembre 2021

Pubblichiamo la nostra intervista a Pamela Luidelli, l'autrice di "Un caffè per la vittima"

 
1) Benvenuta su “Gialli & neri”, Pamela. Cosa significa scrivere per te?
Innanzitutto ringrazio Gialli &neri per l’occasione di rispondere a questa interessante intervista.
Scrivere mi aiuta a evadere con la mente, slego la fantasia dalle catene e lascio correre i pensieri liberi senza restrizioni in cerca di una storia da raccontare.

2) Quando hai pubblicato il primo libro? È stato difficile?
“Un caffè per la vittima” è il  mio primo romanzo pubblicato a fine maggio del 2021.  Io, che di solito sono baciata dalle perenne sfortuna, come la protagonista del libro, devo ammettere che in questo caso sono stata fortunata. Dopo aver fatto una cernita delle case editrici che  non  fossero a pagamento e poco  serie ho inviato il romanzo e nel giro di pochi mesi ho avuto diverse proposte di contratto. Ammetto che è stata una vera sorpresa, pensavo di dover attendere parecchio tempo per avere delle risposte positive e invece…

3) Quali sono gli ingredienti che servono in un giallo?
In questo caso ti rispondo come lettrice: come in tutti i gialli non deve mai mancare un omicidio e un intreccio dei personaggi che spinga chi legge a porsi delle domande sul probabile assassino , a mano a mano che si prosegue nella lettura deve crescere la curiosità. 

4) Da dove nasce la storia di “Un caffè per la vittima”?
L’idea per il romanzo mi è venuta dopo aver assistito alla presentazione del libro di una nota scrittrice nella biblioteca del mio paese. In quel periodo stavo scrivendo un romanzo giallo ambientato negli anni Trenta e per documentarmi su quel periodo avevo letto una trentina di libri in meno di tre mesi. Avevo la mente un po’ affaticata, così acquistai il romanzo giallo della scrittrice. Dopo averlo letto mi venne in mente una trama e così iniziai quasi per gioco a scrivere le prime pagine, seguendo il filo dei pensieri, ma poi non sono riuscita più a smettere.
5) Il punto forte? E il punto di debolezza del tuo romanzo?
Una domanda davvero interessante! Devi sapere che sono una persona piuttosto autocritica e difficilmente mi faccio delle lodi: preferisco che siano gli altri a farmene. 
Questo è un romanzo giallo ma con toni ironici, perché alle volte, soprattutto in questo momento si ha bisogno di evadere e sorridere. 
 
Il punto forte del romanzo?
Secondo la giornalista Alessandra Trotta di News24.it, è l’architettura del romanzo e le do ragione. Ho fatto regista ad una storia che appare semplice, ma si complica sempre di più con l’aggiunta di nuovi elementi, sino alla soluzione finale, inattesa e geniale come nella migliore tradizione giallistica. Ma come dicevo, preferirei che fosse chi lo legge a trarne i punti di forza, per cui cito alcune delle recensioni al libro che ho trovato più convincenti:
Secondo la giornalista Lina Senserini: Un caffè per la vittima è uno di quei libri che inchiodano il lettore, pagina dopo pagina. Qualcuno potrebbe obiettare che è un giallo, dunque non potrebbe essere altrimenti. Invece non è scontato né usuale. Soprattutto quando a scrivere è un’autrice esordiente, come Pamela Luidelli, che tra le altre cose ha avuto la capacità di creare un amalgama omogeneo di situazioni e personaggi, estremamente ricco e vario.
Secondo il giornalista Gabriele Farina: Pamela Luidelli è brava a costruire un intreccio interessante, a lanciare ami che recupera in momenti diversi, a sollevare dubbi nel lettore. Lo invita a ipotizzare, a farsi domande, anche a darsi risposte… che solitamente risultano sbagliate. Apre mille porte e sta al lettore controllare che all fine siano state chiuse tutte.

Il punto di debolezza del romanzo?
È il mio primo romanzo, quindi ho ancora una lunga strada da percorrere per migliorarmi, per crescere come scrittrice. Come dicevo in una domanda precedente sono molto critica con me stessa. Lascerò come sempre ai lettori questo arduo compito. E come sempre accetterò le critiche costruttive che servono per crescere

6) Ti ha aiutato l’utilizzo dei social network per la promozione?
Come per molti esordienti scrittori i social aiutano molto, come le recensioni dei veri lettori.

7) Stai lavorando a un nuovo libro? Se si, puoi darci qualche anticipazione?
La mia mente è sempre in movimento, ho già ultimato il secondo romanzo con la simpatica e sfortunata Beatrice e mi sto dedicando a una nuova narrazione, sempre un giallo ma con nuovi personaggi. In questa nuova avventura mi sto avvalendo della collaborazione del campione italiano di pugilato pesi medi massimi Adriano Sperandio, dato che tratterrò l’argomento del pugilato.

8) Ti ringrazio del tempo dedicato, vuoi dirci ancora qualcosa?
Intanto, è stato un vero piacere rispondere a queste domande. Vorrei aggiungere a chi guarda tanta televisione di spegnere il televisore e leggere un bel libro di qualunque genere sia non ha importanza, lasciatevi cullare dalla storia, vedrete che non ve ne pentirete!

Redazione Gialli&Neri 

sabato 13 novembre 2021

Nuovi racconti gialli nel libro "Rosso sangue, delitti in Calabria" di Amato Salvatore Campolo


Rosso sangue è una raccolta di racconti gialli ambientati in Calabria di Amato Salvatore Campolo.

INTRODUZIONE
Il dottor Gianluca Trevisan, un quarantino alto e biondo, nato a Verona, se ne stava seduto nella sua poltrona, dentro l'ufficio al 3° piano della Procura della Repubblica, di Cutro, uno di quei tanti paesi calabresi, che si affacciano sul mar Jonio. 
Amato Salvatore Campolo
Il posto non offriva molto, aveva però conservato quel fascino tutto suo, dell'entroterra della Calabria, che era del tutto diverso dai paesi e delle città che erano sul mare. - Il sostituto procuratore Trevisan mentre fumava il suo amato sigaro cubano, era intento a leggere un fascicolo:

 "Atti relativi all'omicidio del Prof. Rosario Russo, di anni 55, avvenuto qualche settimana prima, in una afosa e sciroccata giornata di agosto, nella piazza principale di Cutro. Il professore Russo, era stato sorpreso da due killer, mentre era seduto al tavolo del bar “Da Mimmo” che beveva un caffè".

Pubblicato il 12 novembre 2021

Vi sveliamo un estratto di "DELIRIO", il thriller-horror della scrittrice Silvia Alonso

SILVIA ALONSO

SINOSSI
Dietro alle lusinghe di un fotografo dal taglio rarefatto e mistico si nasconde un serial killer che rinviene nell’Undicesima Musa, la Moda, la profanazione religiosa della nova era. 
Nei giochi del Casinò si rinviene una misteriosa applicazione delle antiche teorie pitagoriche e cabalistiche, utilizzate allo scopo di delinquere. La medianità e la telepatia, le nuove tecniche per parassitare i sogni, ma il sangue scorrerà a lavare le colpe. Un maniaco misogino trasforma la propria automobile in alcova del piacere, tra sesso, adrenalina, alchimia e allucinazione. Ma l’ultima corsa si trasformerà in vendetta. Una zingara di strada legge nei fondi del caffè la propria condanna: sarà proprio il grande amore a toglierle il soffio vitale.
La leggenda delle streghe nere di Triora si mischia a quella delle dirimpettaie streghe bianche del borgo di Ellera, tra tradizione celtica e magia orientale che si fondono in terra ligure, amori,  tradimenti e una strana maledizione.
La storica leggenda di Vlad il vampiro viene rivisitata alla luce delle conoscenze di filosofia orientale, dove il simbolo del Gral, unitamente a quello del drago, rimandano ai codici segreti  di un sapere alchemico ed esoterico.
Nella Catterale gotica di Saint Daniel, alla vigilia del Natale, i misteriosi gargoyle, creati per esorcizzare i démoni, divengono protagonisti di un incubo a occhi aperti. Un’anziana donna ricorda i propri incubi legati alle atrocità di Auschtwitz, che riaffiorano alla memoria come zombie della psiche soggettiva e collettiva. Ma la vendetta contro i suoi carnefici si farà strada con uguale prepotenza, rendendola protagonista di una rivincita alla Tarantino. 
I misteri esoterici racchiusi nel capolavoro della Gioconda, e un inconfessabile amore segreto che viaggia nel tempo, sono il movente del famoso furto al museo del Louvre.
Nella poesia di Beaudelaire Le dormienti, messa all’indice e stornata da I Fiori del Male per il contenuto osceno ed esplicitamente omosessuale, si nasconde la radice di una strana dannazione che passerà in un misterioso quadro. 
La leggenda del Golem di Praga riaffiora con prepotenza negli anni in cui il capolavoro di Mary Shelley, Frankenstein, spopola nella letteratura gotica assieme al nuovo mito degli zombie. Ma qualcuno ne svelerà l’arcano evidenziando la differenza tra scienza e fede.

PREFAZIONE
Delirio: come il rosso lunare, che emerge luminoso, eppur inquietante, sulla faccia della luna piena, il fil rouge di questi racconti si snoda lungo il confine spesso sottile tra il genere noir, il thriller, l’horror e il mistery. Protagoniste le suggestioni oniriche, le atmosfere gotiche e le risonanze esoteriche, a volte surreali, che impregnano di nuovi significati archetipi classici della letteratura gotica, rivisitati alla luce della spiritualità emersa nella nuova Era. 
I temi della reincarnazione, della psichicità e della medianità risuonano come un sottofondo nelle variegate trame, tra tradizione magica e contemporaneità. Protagoniste ne emergono le donne, che trascendendo la paura riescono a sublimarne il brivido trasformandolo in un anelito di conoscenza. I fantasmi della psiche vengono allora esorcizzati alla luce di nuove consapevolezze culturali e spirituali. Alcuni di questi racconti sono risultati finalisti o proclamati vincitori di importanti concorsi letterari (Premio Terni Narni Horror Festival; Premio Nazionale di arti letterarie Metropoli di Torno; Premio Giovane Holden; Premio Streghe e Vampiri), altri sono stati pubblicati in antologie tematiche thriller e horror (antologia Avventure al volante; Halloween all’italiana, Natale horror; Z di zombie).
Il delirio lucido, il filo sottile che pervade ogni trama come un antico démone. 

MOTIVAZIONI  DELL’EDITORE 
" Non tutti sono in grado di digerire racconti horror e thriller, anche chi li apprezza a volte si spaventa. Silvia Alonso, con il suo ritmo incalzante, ma al contempo con un una prosa elegante e seducente, permette a tutti di poter apprezzare il genere horror, così amato e temuto" (Bré Edizioni)

MOTIVAZIONI DELL’AUTRICE 
Volevo animare l’ambientazione gotica dei racconti di Halloween con contenuti legati al mondo esoterico. Il thriller e il mistero irrompono in leggende che hanno radici storiche, dando origine a nuovi legami tra il sapere antico e il mito 

L'AUTRICE 
Silvia Alonso, avvocato milanese, all’arrivo del primo figlio abbandona la carriera forense per dedicarsi alla scrittura e studiare lettere. Esordisce già molto giovane con le sue poesie, una delle quali, “Inverno africano”, viene premiata da Alda Merini al Castello di Belgioioso (PV) per il concorso “Poesia dorsale”. Nel 2006 pubblica con Altrimedia Editore la favola poetica “Il morso del serpente”, dalla quale trae uno spettacolo danzato (presentato dell’amico scrittore Andrea G. Pinketts e dall’attore Roberto Brivio- I gufi-).
A dicembre 2019 esce per i tipi di Genesis Publishing il suo primo vero romanzo (un chicklit) “I love Mammy in Monte-Carlo – come sopravvivere a una vita glitter”. Con “L’angelo veste Sado” (Brè Edizioni, luglio 2021) si aggiudica la finale del Premio Nabokov 2020. A luglio 2021 il romanzo inedito “L’avvocato in gûepiere” si classifica al secondo posto al FRI -Festival del romance italiano- con Dri Editore. Sta attualmente lavorando ad altri romanzi, racconti noir-thriller, nonché a raccolte di favole (la raccolta “Lo zoo arcobaleno” si è aggiudicata la finale per la narrativa al premio Città di Castello). Con i suoi racconti ha altresì collaborato alle seguenti pubblicazioni: Aa.Vv. « Sulle ali della primavera » e  «Tenebrae-verso un mondo oscuro e ammaliante» (Genesis Publishing, aprile e ottobre 2020), «Halloween all’italiana 2020 », « Natale Horror 2020 », « Z di Zombie » (Letteratura Horror, ottobre e dicembre 2020; aprile 2021); « Avventure al volante » (Rudis Edizioni, marzo 2021), «Gente di Dante » (Tabula Fati,settembre 2021), Antologia Premio Città di Grottammare, Storie di Donne, Premio Letterario Comune di Arco (in pubblicazione), « Diari in motocicletta » (Rudis Edizioni, giugno 2021); « Favole della Buonanotte » (Rudis Edizioni, luglio 2021) «Racconti rosa» (Rudis Edizioni, settembre 2021).
Tra il 2020 e il 2021 i suoi racconti sono stati premiati ai seguenti concorsi di narrativa: Premio di poesia e narrativa Giovanni Bertacchi (finalista col racconto «Solange» - novembre 2020); Premio di letteratura al femminile Laurizia (3° posto con il racconto «Cieli immensi», novembre 2020); Premio Metamorfosi (poesia finalista «Eros di stelle»); Premio Città di Grottammare (menzione d’onore per il racconto «Le sabbie mobili», maggio 2021); Contest letterario L’Automobile (racconto «La doppietta» - Rudis Edizioni, aprile 2021); Premio Internazionale Creati-Vita Inferno Dantesco (2° posto per il racconto «Ready Infernum Player», settembre 2021); Premio Storie di donne Comune di Arco (2° posto per « Street Bob striptease », giugno 2021); Premio Bukowski (finalista con la poesia «quello che le suore non dicono», giugno 2021); Premio Jean De La Fontaine (menzione speciale per la favola «La principessa serpente», giugno 2021); menzione per la raccolta « Favole di Nuvole » (successivamente intitolata «Lo Zoo arcobaleno») al Premio Kerasion, agosto 2021; Premio Un Roero da Favola (finalista con la favola «L’orchidea e la primula», settembre 2021), finalista al Premio Città di Castello con la raccolta di favole «Lo zoo arcobaleno» (settembre 2021); Premio Terni-Narni Horror Festival con la giuria di Cristiana Astori (finalista col racconto «La trappola della perla nera»); Premio Giovane Holden (racconto finalista «Il ladro di sogni», settembre 2021), Premio Nazionale di Arti Letterarie Metropoli di Torino (racconto finalista “Il ladro di sogni”, ottobre 2021).
Cura il proprio blog www.silviaalonsowriter.com dove si occupa anche di recensioni di romanzi e film. 

La redazione Gialli&Neri 

venerdì 12 novembre 2021

Oggi vi segnaliamo "Red carpet in Noir, delitto a Cinecittà" di Antonio Gerardo D'Errico

La trama
La storia di questo noir riconduce a una confidenza ricevuta dall'autore da un personaggio di spicco del mondo del cinema italiano. Sono riconoscibili alcuni tratti di protagonisti reali, che mai potrebbero essere svelati senza creare danni irreparabili. Si ritrova la vanità del divo della tv e del cinema che si sente arrivato e intoccabile, al contrario personaggi minori vengono trascurati e umiliati in un mondo dorato che alimenta gelosie, ripicche e propositi di vendetta. 
L'atmosfera si fa rovente quando non è drammatica e surreale. La mano lunga e potente della politica e l'amore interessato della persona giusta, al momento giusto, non mancheranno di esasperare gli animi fino a minacciare la pace di chi si sente al sicuro dall'alto della sua posizione. Senza aver fatto i conti, però, con vecchi rancori che si risvegliano e fanno fuoco, quando non resta altro da fare, quando la follia prende il sopravvento.

L'autore 
Antonio G. D'Errico, si laurea nel 1986 in Scienze Biologiche all'Università Statale di Milano. Nel 1990 il suo atto unico Silvia, l'amore dei trent'anni è messo in scena al teatro Olmetto di Milano. Frequenta nello stesso anno un corso di scrittura per autore televisivo, retto e condotto da Gustavo Palazio, collaboratore di Paolo Limiti. 
L'attività teatrale di D'Errico trova una serie di pubblicazioni presso la collana di Teatro dell'editrice Elle Di Ci. Nel 1998 riceve il premio Grinzane Pavese per il romanzo Testimoni d'amore edito dall'editrice Elle DI Ci, con il sostegno del Gruppo Abele di Don Ciotti.
Pubblicazioni: Il Discepolo (2008), Spostare l'orizzonte (2008), La governante Tilde (2008), Camorra, confessioni inedite di Mario Perrella boss pentito di Napoli (2014), Rapinatore per gioco (2014), RED CARPET IN NOIR- Deliitto a Cinecitta (2017), Una vita maledetta tra cielo e terra (2019), a settembre 2021 pubblica il libro L'uso ingiusto della giustizia.

La redazione Gialli&Neri

Il libro di Gian Marco Carboni “Nassiriya andata e ritorno”

L’autore racconta la sua esperienza personale nella missione di pace svoltasi 18 anni fa in Iraq: «Un lavoro che mi è costato denaro – spiega Carboni – fatica, ma soprattutto dolore nel ricordare la morte di 19 militari italiani nell’attentato del 12 novembre 2003. Ho cercato di dare il mio punto di vista della missione di pace irachena in maniera semplice e colloquiale. Mi auguro che questo mio registro linguistico e narrativo sia da volano alla comprensione da parte del lettore di quanto motivata fosse la compagine della Brigata Sassari prima ma soprattutto dopo la strage».
I proventi della vendita saranno interamente devoluti all’associazione di Siligo “Amici di Gianni Brundu”, la cui missione è quella di accompagnare i pazienti in fase terminale al fine vita creando un modello unico nel Mejlogu di Hospice diffuso.

La redazione Gialli&Neri 

giovedì 11 novembre 2021

Jean-Claude Izzo e la sua Marsiglia

Jean-Claude Izzo (1945-2000), poeta, giornalista, drammaturgo e scrittore francese è considerato l'inventore del cosiddetto «noir mediterraneo», un tipo di poliziesco che, pur attenendosi al genere, è intriso di carattere latino e del calore della sua gente. 
La sua «Trilogia Marsigliese» vide le stampe per la prima volta a metà degli anni Novanta con Casino Totale, il primo capitolo della trilogia. Edita dalla prestigiosa casa editrice francese Gallimard, che pubblicò anche i capitoli successivi della trilogia, ovvero Chuormo e Solea, i romanzi di Izzo si dipanano tra le affollate strade di Marsiglia, i suoi odori e le sue voci, e la sua inafferabile, densa complessità umana. Nonostante la totale aderenza al genere noir, i libri di Izzo sono pervasi da una profonda tensione lirica, che si manifesta attraverso lo sguardo del poliziotto Fabio Montale, lo stropicciato protagonista dei suoi romanzi.
In Chuormo Montale ha abbandonato la polizia per seguire il lento ritmo della vita del mare: perché «di fronte al mare, la felicità è un’idea semplice». Eppure ancora una volta Marsiglia con la sua dolorosa violenza irrompe nella sua quotidianità, costringendolo a compiere un'investigazione privata che, cercando di illuminare le circostanza che hanno portato alla morte un suo giovane cugino, arriverà a scontrarsi con la mafia, i traffici d'armi e il terrorismo internazionale.
Con i libri di Jean-Claude Izzo ogni volta succede la stessa cosa: c’è sempre un momento in cui non sappiamo perché stiamo piangendo. Izzo è innanzitutto questo: un’emozione fondamentale… un’insuperabile malinconia.

Redazione Gialli&Neri 

IL ROMANZO TERRA NOSTRA È TRA I 200 LIBRI PIÙ BELLI D'ITALIA

Il romanzo Terra Nostra del giovane scrittore Amato Salvatore Campolo è stato selezionato al Concorso Letterario Tre Colori 2022 entrando n...