martedì 7 dicembre 2021

Amato Salvatore Campolo: Alcuni scatti "comics" nei luoghi del romanzo Terr...

Amato Salvatore Campolo: Alcuni scatti "comics" nei luoghi del romanzo Terr...: Reggio Calabria, la città dello stretto al centro del Mediterraneo, "Il chilometro più bello d'Europa" (cit. G.Dannunzio) ma a...


"Ecchecavolo, il mondo secondo Imma Tataranni" di Mariolina Venezia

In questa raccolta di leggi immaginarie, decreti e piccoli editti, architettati mentre fa la fila alla posta o risolve un caso, la Piemme più chiacchierata di tutto il Centro Sud esprime la sua visione del mondo. Non com’è, naturalmente, ma come dovrebbe essere. Almeno secondo lei. Dalle misure per i proprietari di cani agli incentivi per chi è capace di starsene zitto, dal patentino per diventare madre alla lettera di motivazione per i turisti in visita nei Sassi di Matera, la Tataranni ne ha per tutti. Paradossale, insofferente, allergica ai luoghi comuni, ma anche capace di autocritica e autoironia, Imma si colloca di prepotenza fra i grandi pensatori di ogni epoca, da Platone a Cesare Beccaria. Immagina così una sua Società Ideale, un po’ dispotica, certo, ma con una profonda aspirazione alla giustizia. Legge dopo legge, intanto, prendono vita i personaggi che l’hanno accompagnata nei libri precedenti, il marito Pietro, la figlia Valentina, il bel Calogiuri, le compagne di scuola e tutta la Procura. Emergono in filigrana pensieri e desideri inconfessabili, idiosincrasie, debolezze, aneddoti inediti e segreti.

Mariolina Venezia
 (Matera 1961), scrittrice e sceneggiatrice, dopo aver pubblicato in Francia tre libri di poesie, nel 2007 si aggiudica il premio Campiello con Mille anni che sto qui, storia di una famiglia lucana attraverso le varie generazioni, dall’unità d’Italia alla caduta del muro di Berlino. Lavora come sceneggiatrice per il cinema (Dove non ho mai abitato di Paolo Franchi) e la televisione (La Squadra, 48 ore), e collabora con varie riviste letterarie. Tra i romanzi successivi: Come piante tra i sassi (2009), Da dove viene il vento (2011), Maltempo (2013), Rione Serra Venerdì (2018), Via del Riscatto (2019). Da questi gialli è stata tratta la serie televisiva in onda su Raiuno, Imma Tataranni – Sostituto procuratore, arrivata alla seconda stagione.

domenica 5 dicembre 2021

Diabolik a Milano: atmosfere anni Sessanta per le riprese a due passi dal Duomo

DAL 16 DICEMBRE AL CINEMA.

Sembra una Milano piombata negli anni Sessanta, con le auto d’epoca parcheggiate nelle vie del centro e le Lancia Flavia della polizia che sfrecciano per le strade. In questi giorni all’incrocio fra via Santa Marta, via del Bollo, via Santa Maria Fulcorina è stato allestito il set per girare il secondo film di Diabolik dei Manetti Bros: il primo uscirà nelle sale il 16 dicembre, ma sono già iniziate le riprese per il sequel. Anche il sindaco Beppe Sala non ha resistito al fascino delle auto della polizia di Clerville parcheggiate in centro e ha condiviso la foto su Instagram scrivendo: “Occhi aperti, c’è Diabolik in giro (quanto mi piaceva leggerlo!)”. La Jaguar E-Type spyder del 1963 e le altre auto d’epoca sono arrivate a Milano qualche giorno fa, trasportate su una bisarca. 

Scopri il cast completo di Diabolik e il trailer ufficiale del film:
- Luca Marinelli è Diabolik. L'attore ha già vinto molti riconoscimenti, tra cui il David di Donatello per il miglior attore non protagonista per “Lo chiamavano Jeeg Robot” e la Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile per “Martin Eden”.
- Eva Kant è interpretata da Miriam Leone. L'attrice ha vinto la 69esima edizione di Miss Italia, nel 2008. Miriam Leone ha recitato, tra gli altri, nelle serie televisive “1992”, “1993”, “1994”, “I medici” e nei film “Il testimone invisibile”, “L'amore a domicilio”, “Metti la nonna in freezer” e “Fai bei sogni”.
- Valerio Mastandrea è l'ispettore Ginko. “Ci saranno scene d’azione, che non mi riguardano, ma che saranno spettacolari!” ha anticipato l'attore. 
- George Caron, il viscido pretendente di Eva Kant, è interpretato da Alessandro Roia.
- Serena Rossi è Elisabeth Gay, compagna di Diabolik prima dell'arrivo di Eva Kant. 
- Il Direttore dell'Hotel è interpretato da Roberto Citran.
La Signora Morel è interpretata da Claudia Gerini.

Niente di nuovo sul fronte di Rebibbia: di cosa parla il fumetto di Zerocalcare

La trama

La condizione dei carcerati di Rebibbia durante la prima ondata della pandemia, l'importanza della sanità territoriale, la cancel culture, la condizione degli ezidi in Iraq: questi sono i temi principali trattati nei racconti che compongono questo nuovo e particolarmente atteso graphic novel, un libro dalle forte tinte sociali. 
A chiusura, un piccolo excursus personale in cui Zerocalcare racconta il suo ultimo anno e come ha percepito tutto questo mentre si apprestava a scrivere Strappare lungo i bordi, la sua prima serie animata, nonché la più vista su Netflix in questo momento.




L'intervista: il successo della scrittrice e regista siciliana Valentina Gebbia, con la serie TV "Mangiaracina Investigazioni"

1. Un benvenuto a Valentina Gebbia su Gialli e Neri. Ti ringraziamo per la tua disponibilità e iniziamo subito con la prima domanda. Com’è nata l’idea della serie TV "Mangiaracina Investigazioni"?
Realizzare la serie TV “Mangiaracina Investigazioni” è stato il compiersi di un sogno iniziato venticinque anni fa, quando ho dato una svolta radicale alla mia vita e ho scritto il mio primo romanzo, “A qualcuno piace il caldo”, del quale ho pagato le spese di pubblicazione contro il parere di tutti, e che, però, mi ha aperto una nuova strada, quella che mi urgeva dentro da quando ero bambina: essere una scrittrice. Ho inventato la stramba famiglia Mangiaracina che s’improvvisa investigatrice per cause di forza maggiore e da lì non mi sono più fermata, pubblicando il resto della serie e numerosi altri romanzi e racconti in antologie prestigiose, anche con editori di fama internazionale. Un mio libro sugli sbarchi di migranti a Linosa, “Metà bianchi metà neri” è stato adottato come libro di testo in Germania nel corso di italiano alla Dante Alighieri e incontrare i lettori tedeschi che ripetevano le mie parole in un italiano carico di rispetto e attenzione, è uno dei ricordi più belli che custodisco della mia vita da autrice.

Come ti sei avvicinata nel mondo del cinema? Quali sono state le tue prime produzioni cinematografiche prima del successo internazionale su Amazon Prime Video?

Tutti hanno sempre detto che la mia fosse una scrittura “cinematografica”, perché il lettore riusciva a “vedere” e non solo a leggere tutto quello che raccontavo e, in effetti, il cinema è sempre stato l’amore della mia vita e così, ho cominciato a coltivare un altro sogno, quello di trasformare i miei romanzi, i miei scritti, in film. Ho studiato regia, visto che mi sono abituata spesso a fare da sola, e ho cominciato con cortometraggi e documentari, anche premiati, poi il lungometraggio “Erba Celeste” sull’uso terapeutico della cannabis che ha girato il mondo, premiato anche in Brasile, poi “Chi ha paura di Giuliano?” sulle rivelazioni sconvolgenti che riguardano il famoso bandito Salvatore Giuliano e infine “Mangiaracina Investigazioni”, quattro puntate di giallo in salsa palermitana, suspense e divertimento, temi importanti e una Palermo bellissima.

Ti aspettavi questo successo? 
Mi emoziona molto ricevere commenti e plausi da tutte le parti del mondo, sembra impossibile e invece sta accadendo davvero. Amazon Prime Video è una delle piattaforme più viste e importanti del pianeta e ritrovarmi ai primi posti nei motori di ricerca, fa venire la pelle d’oca. Non mi è stato mai regalato nulla, tutto è frutto di enormi sacrifici e di una testa così caparbia che più non si può. I costi, in termini di tempo, speranze deluse, porte in faccia, scherno, tradimenti, ingiustizie, sono stati tanti e davvero ingenti, ma sono abituata a chiamare i problemi “opportunità” e mi alleno ogni giorno a perdonare e sorridere alla vita, il bicchiere sempre mezzo pieno e la fiducia in aiuti invisibili pronti a mettere a posto le cose.

Chi sono gli attori di "Mangiaracina Investigazioni"?

Mangiaracina Investigazioni è anche l’occasione di dare spazio a professionalità e attori siciliani di valore, che non hanno ancora avuto l’opportunità di una vera ribalta nazionale o internazionale, come il bravissimo Massimo Marotta che interpreta Terio Mangiaracina, la sorella Fana interpretata da una meravigliosa Sabrina Lembo, l’affascinante Anna Attademo o la splendida Miriam Taze, o il divertente Salvo Ficano nei panni di un parcheggiatore che tutti gli spettatori amano. Ma i nomi sono tanti e vi conviene guardare la Serie, per non perderveli.

Come sei riuscita a realizzare il tuo sogno? Quali sono state le maggiori difficoltà?
Abbiamo lavorato con un piccolo budget, con il contributo del Comune di Palermo e usando il mio premio alla sceneggiatura ottenuto dal MIBAC. Il resto, qualche sponsor, qualche gratuità e tanto impegno personale, di ogni tipo. Con i sogni è così, non bisogna arrendersi mai. Ci sono voluti quasi cinque anni e, quando pensavo di aver superato gli scogli più alti, ultimando la lavorazione, mi sono resa conto che il vero ostacolo era la distribuzione. Pensavo di poter contare sulla RAI, visto che avevo vinto un bando con la Sicilia Film Commission e la RAI, ma qual bando - vedi che destino - era stato disatteso e così ho cominciato a bussare a tante di quelle porte da sbucciarmi le nocche delle mani, finché non ho trovato un distributore collegato a Prime Video e abbiamo tentato anche lì, pieni di speranza. Siamo stati fortunati.

Cosa ti aspetti per il futuro? Ci sarà la seconda stagione della serie TV?

Adesso tutti mi chiedono della seconda stagione e io ho solo una risposta: cerco produttori che investano, anche la stessa Prime Video per esempio, o finanziatori che s’innamorino della famiglia Mangiaracina. Con i libri è accaduto così: la casa editrice E/O ha letto il primo libro e si è appassionata alle vicende dei Mangiaracina, così mi hanno pubblicato tre dei cinque libri finora darti alle stampe. Cerco finanziatori in Italia ma anche negli Stati Uniti, visto che lì la serie piace. Di sicuro, non posso più andare avanti da sola. Per questo, invito tutti a fare passaparola, a parlarne, parlarne il più possibile. E’ l’unica cosa che conta per le realtà indipendenti come la nostra.


7 dicembre 2021
La redazione "Gialli e Neri"

sabato 4 dicembre 2021

Vi presentiamo "Luoghi del crimine",cinque racconti thriller di Corinna Schmidt

Trama
Cinque città, cinque luoghi del crimine, in una Germania diversa dai cliché. Dall’atmosfera idilliaca delle Alpi Bavaresi, sconvolta dall’omicidio apparentemente insensato di un vecchio, ai vicoli malfamati di Duisburg, dove si aggira un commissario suicida. Dagli ambienti più esclusivi di Düsseldorf, in compagnia di una giovane agente amante della movida, al mondo della finanza a Francoforte, dove un giornalista rischia la vita per smascherare i potenti. Per finire a Monaco di Baviera, sulle tracce segretissime dell’Attentato all’Oktoberfest.

L'ospite di oggi è Gianluca Calvosa l'autore del romanzo "Il tesoriere"

Gianluca calvosa

1. Un benvenuto a Gianluca Calvosa su Gialli e Neri. Ti ringraziamo per la tua disponibilità e iniziamo subito con la prima domanda. Com’è nata l’idea del romanzo "Il tesoriere"?
Grazie a voi per questa chiacchierata.

L'idea nasce da un litigio avvenuto alcuni anni fa, quando mi ritrovai spettatore di una curiosa discussione i cui protagonisti erano due ex comunisti che a vent’anni di distanza avevano ricoperto ruoli di primo piano nel PCI. Un episodio che mi spinse a conoscere meglio la storia di quelle persone. Li ascoltavo per ore con la consapevolezza di trovarmi in una biblioteca destinata a dissolversi improvvisamente nella cenere di un rogo. E così, io che degli anni Settanta pensavo di sapere quasi tutto per aver letto tanto, mi resi conto che in realtà avevo capito poco. Mi ero nutrito di fatti, di circostanze, senza soffermarmi sulle persone, e come diceva Marx “le circostanze fanno l'uomo non meno di quanto l'uomo faccia le circostanze”.

2. Per la realizzazione del romanzo hai preso ispirazione a qualche periodo storico particolare? C'è del vero all'interno del libro?
Tutto quello che il romanzo racconta è vero e inventato allo stesso tempo. La storia, ambientata a Roma,​ tra il '72 e il '76, è fortemente acorata​ agli avvenimenti storici di quegli anni pienti di tensione e prende ispirazione da fatti realmente accaduti, alcuni noti, altri meno. Chi quegli anni lo ha vissuti da protagonista della nostra politica ha ritenuto la storia intrigante e verosimile. Ma una delle cose che mi ha fatto più piacere, è stata il commento di un noto politico che mi ha detto: "quell'episodio si riferisce a me, ero io in quella stanza con quelle persone. Devo averlo raccontato e tu lo hai messo nella storia." In realtà lo avevo inventato di sana pianta, ma lui lo ha ritenuto talmente verosimile da riconoscersi. Ecco, credo sia una delle cose che mi è riuscita. Scrivere una storia​ credibile.

3. Che Italia era quella del periodo de "Il tesoriere"?
Era un paese in fermento. Ereano gli anni della Guerra Fredda, delle università occupate, del volantinaggio in fabbrica, dei cortei di piazza e delle prime vittime del terrorismo. L’Italia è troppo strategica per lasciare l’iniziativa al nemico: comunisti, democristiani, CIA, KGB, servizi deviati, brigatisti e alti prelati del Vaticano si incrociano a Roma, vero epicentro della contrapposizione tra Mosca e Washington, mettendo in scena un conflitto senza precedenti che, anestetizzato dall’abbraccio della Dolce Vita, trasforma la Città Eterna nel parco divertimenti dello spionaggio internazionale.
Il tesoriere racconta quel periodo attraverso storie di soldi, tanti soldi, storie di militanza e di tradimenti, di fantasmi testardi, nobili proletari, truffatori metodici, ministri senza culto, criminali devoti ed eroi inconsapevoli.

4. Quale personaggio del tuo romanzo ti ha di più affascinato nel raccontarlo? Ci puoi svelare i suoi pregi e difetti?
Sceglierne uno sarebbe tradire gli altri. Di certo il più impegnativo è stato il protagonista, Andrea Ferrante,​ un oscuro funzionario che dopo quattordici anni trascorsi tra i corridoi polverosi di un soffocante archivio alla periferia di Milano, è ormai rassegnato al suo dignitoso quanto anonimo ruolo di piccolo funzionario politico, ben lontano dalla radiosa carriera cui un tempo sembrava destinato. A strapparlo dal torpore del fallimento è un’inattesa convocazione a Roma dove, contro ogni logica e consuetudine, il nuovo segretario del PCI lo nomina tesoriere del partito. Ma l’entusiasmo per il prestigioso incarico, però, lascia presto il posto allo sconcerto: non solo il suo predecessore è stato trovato morto in circostanze poco chiare, ma il primo compito che Ferrante deve affrontare è interrompere il fiume di denaro proveniente da Mosca. Quindi il grigio archivista è costretto a diventare una superspia per navigare nel mare burrascoso della guerra fredda.

5. Il successo di "Il tesoriere" era tra le tue aspettative?
Nella vita mi occupo d'altro. Sono un ingegnere e gestisco le mie imprese in ambiti molto lontani dalla politica e della scrittura. Quindi non avevo particolari aspettative. Sono partito da un bisogno diverso, quello di appassionare altri ad un periodo fondamentale della nostra storia recente e per me che in quel periodo ero un ragazzino non è stato semplice. Quando Giovanni Francesio (responsabile della narrativa di Mondadori) mi ha detto che avevo scritto un libro inaspettato - lo ha definito "il romanzo che non c'era" - confesso che mi ha preso di sorpresa.​ ​

6. Quale recensione ti ha colpito di più fino ad oggi? Un personaggio​ politico a cui è piaciuto tanto il tuo romanzo?
Forse quella più inaspettata è stata quella di Adriano Sofri, uno che di quel periodo storico è considerato, nel bene e nel male, un punto di riferimento. Sul Foglio ha definito il romanzo "Ambizioso e abile" è ha poi scritto letteralmente​ "Ne raccomando la lettura, che è avvincente... penso che un racconto della storia spinto all’estremo della paranoia ben costruita possa magari eccitare un’ironia sepolta in lettrici e lettori contemporanei. Se no, peggio per loro". Ma confesso che quella che mi ha reso più felice è stata quella di Elisa Contessotto, che al tempo non era neppure nata. Elisa scrive: "Quando ... ho letto la sinossi ho pensato: non fa per me!​ Beh, mi sbagliavo. E' una spy story avvincente, con dialoghi pungenti e raffinati e una trama che coinvolge il lettore sempre più... Il tesoriere mi ha spinto ad approfondire, ma soprattutto mi ha divertito! Mi ha fatto intrigare dai suoi dialoghi tra spie. Uno spasso dal primo all’ultimo".
Ecco, era proprio quello che volevo fare, anche per questo ho scelto un romanzo e non ho un saggio per raccontare quegli anni.

7. Ci sono altri progetti editoriali dopo "Il tesoriere" ? Se sì ci puoi anticipare qualcosa?
Si, torno ancora dietro nel tempo. Ad un altro periodo critico, il dopoguerra. E ci torno con un un giallo: questa volta niente spie ma tanto mistero.​

La redazione Gialli e Neri

Il libro
Titolo: Il tesoriere
Autore: Gianluca Calvosa
Uscita nelle librerie e sulle piattaforme digitali: 14/09/2021
Editore: Mondadori
Collana: Strade Blu
Presso: (versione stampata): 19 euro

venerdì 3 dicembre 2021

Il noir a fumetti: "Milano Criminale" di Luigi Formola, Paolo Roversi e Boris Squarcio


Trama
Via Osoppo, Milano, 27 febbraio 1958. Una banda di rapinatori, i sette uomini d'oro, assalta un furgone portavalori della Banca Popolare in una sequenza degna di Hollywood. I giornali titolano "La rapina del secolo": nessuno sparo, nessun ferito e seicento milioni di lire rubati in pochi minuti. Il Commissario Nicolosi, già leggenda nella lotta al crimine della vecchia ligera, intuisce da subito che dietro il colpo c’è un nome noto della Mala: Umberto Carminati. Con una caccia all'uomo senza sosta, ha inizio l'epopea criminale degli anni Sessanta e Settanta, caratterizzata da atmosfere noir e dai leggendari protagonisti di una Milano da film. «Anche Milano ha avuto i suoi eroi criminali.
Erano gli anni del boom economico, dell'uomo sulla Luna, delle grandi passioni politiche e loro rapinavano le banche, assaltavano i furgoni portavalori e sfidavano la polizia in sparatorie a volto scoperto. Amavano i soldi e la bella vita, avevano le donne più affascinanti, bevevano champagne e indossavano abiti firmati. Volevano conquistare la città, e l'hanno presa con la forza.»

«Anche Milano ha avuto i suoi eroi criminali. Erano gli anni del boom economico, dell'uomo sulla Luna, delle grandi passioni politiche e loro rapinavano le banche, assaltavano i furgoni portavalori e sfidavano la polizia in sparatorie a volto scoperto. Amavano i soldi e la bella vita, avevano le donne più affascinanti, bevevano champagne e indossavano abiti firmati. Volevano conquistare la città, e l'hanno presa con la forza.»
 Paolo Roversi

Autori:
Formola Luigi
Roversi Paolo
Squarcio Boris


Un estratto di Terra Nostra, il romanzo di Amato Salvatore Campolo

Capitolo 38. La vendetta di Don Vincenzo
" La sera della vigilia di Capodanno, Marco si stava recando in auto verso casa del Maresciallo per passarla a prendere. Aveva già organizzato tutto da settimane, sarebbe stata una serata indimenticabile. Parcheggiò e scese per andare a suonare al citofono, lei aprì immediatamente la porta come se fosse pronta già da ore e lo stesse aspettando. Aveva un tubino rosso e un trucco leggero. – Buonasera. – disse sorridendo. – Buonasera, siamo pronti? – – Certamente! – I due salirono in macchina e Marco guidò per qualche km. Jessica continuava a cambiare stazione radio, cercando una canzone da ascoltare, ma alla fine si arrese e lasciò M2O. – Siamo arrivati. – disse il ragazzo spegnendo il motore. – Mi hai portato in pizzeria! La pizzeria dove siamo stati assieme la prima volta! – esclamò lei con gli occhi che le brillavano di gioia. Entrarono mano nella mano e si sedettero allo stesso tavolo, parlando per tutta la serata di ciò che avevano vissuto insieme da quando si erano conosciuti. 
– Sai, qualche anno fa in questo posto io e una squadra abbiamo arrestato un tale per estorsione! – – Certo che tu non sai proprio startene con le mani in mano, hahaha. – disse Marco accarezzandole il viso. Rimasero seduti fino a orario di chiusura a parlare e a guardarsi negli occhi come due ragazzini innamorati. Purtroppo però, come tutto del resto, anche le cose belle finiscono. Tornarono in auto e Marco l'accese, guidando per un po'. Spense il motore. – Dove siamo? – chiese Jessica. – In un posto tranquillo, e soprattutto lontano da occhi indiscreti… – rispose sorridendole maliziosamente. L'attirò a sé cominciando a baciarla e quella notte di Capodanno fecero l'amore nella sua auto. Poi il veicolo si riaccese e ripartirono verso la casa del Maresciallo. Arrivati al parcheggio scesero e Marco l'accompagnò fino alla porta. – Buonanotte allora. – – Buonanotte, Jessica. – disse lui, dandole un ultimo bacio sulle labbra. Aspetto che lei fosse dentro l'abitazione per tornare alla sua macchina. La strada da lì a casa sua distava una decina di chilometri, non molto quindi... ma sufficientemente lunga... per morire. "

Amato Salvatore Campolo: Alcuni scatti "comics" nei luoghi del romanzo Terr...

Amato Salvatore Campolo: Alcuni scatti "comics" nei luoghi del romanzo Terr... : Reggio Calabria, la città dello stretto al centro...