venerdì 17 dicembre 2021

Un estratto di "Polvere e cenere" della scrittrice Samantha Colombo

La trama
Il 16 ottobre 1896, la vita di Gloria Galt cambia. Di nuovo. Dopo aver vissuto molti anni lontana dal Surrey, approda sulle coste inglesi e giunge a Londra, la città più moderna e cosmopolita del mondo. Il soggiorno, legato a impegni lavorativi, si trasforma in un incubo: la sua carrozza viene presa d’assalto da una banda di criminali, il vetturino ucciso e del suo compagno di viaggio si perdono le tracce. Rifugiatasi nella casa della misteriosa famiglia Ravensdale, viene a scoprire di essere ritenuta l’unica colpevole dell'omicidio. Costretta a nascondersi nell’East End, inizia un percorso di rinascita e consapevolezza. Tuttavia, ben presto, i ricordi e il passato doloroso e oscuro di Gloria riaffiorano.

Prima parte - Il ritorno
Bermondsey
Si precipitò all’esterno. Corse via, divincolandosi da una stretta di tabacco e sudore che le rubava il respiro e, in un attimo, la folla assiepata in quella bettola le fu alle spalle. Con uno scatto si era ritrovata lì, l’aria pungente della sera a lambirle il volto, le unghie conficcate nel legno scuro della vecchia ringhiera, divorata dalle nebbie e dall’acqua del fiume. Appena pochi piedi sotto le suole e più giù, oltre quelle assi precarie, il Tamigi si infrangeva contro i piloni di sostegno, artigli senza tempo che si aggrappavano scricchiolando al fondale. Avvertiva le gocce di quell’acqua fetida e tumultuosa raggiungere le sue guance; le onde si increspavano a ricordarle la loro temibile forza, a reclamare il tributo di una nuova anima disperata e sola. Alcune chiatte ormeggiate danzavano in balia della corrente, insetti neri e lucidi che si confondevano nella penombra. Respirava ancora a fatica, guardandosi intorno nella notte rischiarata dalla luna piena e dalle fioche luci di Bermondsey, quella sera di metà maggio del 1897. Lontani, di fronte a lei, i moli di Wapping tagliavano la notte con i profili maestosi, custodendo nel loro ventre i tesori del fiume più ricco al mondo, in un luogo dove ogni carrucola e ciascun carrettiere diventavano ingranaggio di un inarrestabile commercio. In quell’istante, mai come allora, si sentì imprigionata, oppressa come le vecchie case intorno, contorte tra assi marcescenti e mattoni velati di fuliggine. Erano lì, in strenua resistenza all’inabissarsi nel fiume, a soffocare i lumi che fendevano la foschia, monoliti di una vecchia
Londra sudicia e corrotta che no – lo sapeva fin troppo bene – non era affatto scomparsa. D’un tratto, un ubriaco spuntato da chissà dove iniziò a emettere borbottii senza senso, incespicando sulle vicine scale logore che scendevano dritte nel fango della riva, già pronte per essere inghiottite alla prossima alta marea. Tanto bastò a spaventarla, a far sussultare lei, che il coraggio aveva imparato a indossarlo come l’abito migliore. Fu attraversata da una paura che dalle viscere risaliva direttamente in gola, a distogliere la sua attenzione da quel paesaggio derelitto intento a sopraffarla, e già con il busto aveva finito per sporgersi più del dovuto. In quell’istante le fu chiaro che tutto stava cambiando. Chiudendo gli occhi, quel nome appena intravisto, stampato con inchiostro nero sulla carta di un giornale e impresso in modo indelebile nei suoi occhi, riaffiorò in un sussurro che si perdeva nella notte. «Hawkesworth!».

L'autrice 
Samantha Colombo è nata a Busto Arsizio nel 1980. Laureata in Etnomusicologia, si occupa di editoria digitale, collabora con riviste musicali ed è consulente per un quotidiano. Con un nome le cui origini letterarie si perdono in tempi remoti, vive da sempre in bilico tra presente e passato, forse anche per questo motivo le pagine che scrive compiono un viaggio a ritroso nella storia. Ha pubblicato diversi saggi e racconti, Polvere e cenere è il suo primo romanzo. 

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