mercoledì 10 novembre 2021

Intervistiamo Rocco Luccisano, lo scrittore di thriller che ci presenta "Petroleaks"


1) Benvenuto su "Gialli & neri", Rocco. Cosa significa scrivere per te?
Buongiorno a voi, e grazie per l’ospitalità. Scrivere può voler dire tante cose: sfogarsi, voler comunicare un’idea, un messaggio o trasmettere determinate sensazioni o emozioni. Tutto dipende dalle esigenze del momento. Per me è innanzitutto un esercizio mentale, un momento di evasione. Significa dare sfogo alla mia fantasia, stimolare quella creatività che mi permette di fuggire dalla ripetitività e dagli schematismi quotidiani. Vuol dire discostarmi per un attimo dalla realtà ed entrare in un mondo immaginario da me stesso plasmato ad occhi aperti. È creare una storia che catturi interesse: un intrigo, un mistero, un enigma che stimoli curiosità, una scena che possa sorprendere. È un viaggio nell’immaginazione in cui io sono colui che scrive ma anche chi legge; ciò perché per me scrivere una storia somministrando le proprie sensazioni e sfumature è solo la metà dell’opera. L’altra metà la scrive nella propria mente il lettore, il quale col suo punto di vista e con la sua propria esperienza definisce i luoghi, le scene e i personaggi e le loro espressioni. In definitiva, quando scrivo sono  anche e soprattutto il primo dei lettore dei miei libri, dalla cui lettura devo trarne soddisfazione affinché vadano in pubblicazione; altrimenti rimangono nel cassetto, come un pittore o uno scultore che non esporrebbe mai un quadro o una scultura di cui non è soddisfatto.

2) Quando hai pubblicato il primo libro? È stato difficile?
In giugno del 2019 ho pubblicato il romanzo d’esordio scritto nel 2018. Ho una pessima memoria, ma ricordo ancora la prima volta che presi carta e penna e comincia a prendere appunti e ad abbozzarne la trama. Le difficoltà non mancano mai, ma è l’esercizio a venirci in soccorso.
3) Quali sono gli ingredienti che servono in un thriller?
Sebbene un giallo o un thriller possa avere tante sfaccettature, dallo storico, al legale, al tecnologico, etc., direi debba essere sempre presente almeno uno tra suspense, mistero, tensione narrativa, psicologia specifica dei personaggi; e sempre la capacità di sorprendere. Tutti elementi che dall’esordio ad oggi ho cercato di rafforzare con sempre maggior incisività.

4) Da dove nasce la storia di "Petroleaks"?
I miei thriller contemporanei, compresi quelli scritti ma non ancora pubblicati, quasi sempre nascono dall’osservazione e analisi dell’attualità o degli ultimi decenni. In Petroleaks, la scintilla è scattata osservando il fenomeno delle migrazioni di massa degli ultimi anni nel Mediterraneo. C’è invece una particolarità, quasi “curiosità” in Pericolo all’Avana, dove è descritto uno scenario pandemico simile a quello attuale. Si potrebbe pensare che sia stato scritto quasi banalmente basandosi sull’attuale pandemia da covid-19. Invece è stato scritto nel 2018, nato dall’analisi della ciclicità delle epidemie virali (Ebola, Sars, etc.) dopo aver notato che la loro frequenza si è intensificata nell’ultimo decennio anni tanto da trovarci oggi di fronte a questo problema di dimensioni planetarie, proprio come nel mio primo romanzo.

5) Il punto forte? E di debolezza del tuo libro?
Il punto forte: la tensione, la suspense. Quello debole potrebbe essere il numero dei personaggi, la foltezza inziale. Pensando a una recensione letta, mi viene da pensare anche a qualche scena più cruenta del solito, comunque nulla al confronto di famosi libri, film serie tv.

6) A quale personaggio ti sei di più affezionato in "Petroleaks"? E perché?
Le due vedove, perché mostrano tutta la loro forza d’animo, la caparbietà, la fedeltà coniugale e l’attaccamento ai loro principi. Ma non posso non includere Mattia. La sua peculiarità fisica lo rende quasi unico, e comunque nel novero di pochi al mondo.

7)Ti ha aiutato l’utilizzo dei social network per la promozione?
In questo momento storico direi che è imprescindibile, come lo dovrebbero essere invece i libri e la lettura; ma più che i social network lo è diventato la tecnologia in sé e la sempre maggiore dipendenza ad essa. Volenti o nolenti, dobbiamo avere consapevolezza che è ormai uno stato di fatto e dobbiamo imparare a conviverci al meglio, con il giusto approccio e la dovuta educazione.

8) Stai lavorando a un nuovo libro? Se sì, può darci qualche anticipazione?​
Sì, è in uscita nei prossimi giorni un romanzo thriller e di avventura ambientato in un immaginario triangolo geografico tra il centro e il sud America, una spedizione archeologica sulle orme di un’antica leggenda precolombiana. Ho appena concluso un thriller dalle tinte nere ambientato nelle valli dell’Appenino ligure, anch’esso basatosi su una leggenda del luogo. Ma la cosa più importante è che vedo maturare la mia scrittura libro dopo libro, pagina dopo pagina.

9) Ti ringrazio per il tempo dedicato, vuoi dirci ancora qualcosa?
Dimenticavo. È in fase di ultimazione un thriller storico scritto a quattro mani che ha come protagonista un carismatico imprenditore sanremese realmente vissuto nella metà del Settecento, console onorario e spia della Corona inglese. Concludo facendovi i complimenti e augurandovi successo per questa vostra interessante realtà, nuova ma che vedo crescere a vista d’occhio sul web e sui social. Ad maiora.

Redazione Gialli&Neri 

L'intervista a Tiziana Fasoli che ci racconta del suo giallo-storico "La morte di Antonio e Cleopatra"


1) Benvenuta su "Gialli & neri", Tiziana. Cosa significa scrivere per te?
Grazie per l’invito. Per me scrivere significa potersi immergere in un mondo meraviglioso fatto di ambienti, personaggi, storie che diventano reali. Ogni volta che inizio a scrivere, inizia una nuova emozione, iniziano nuove amicizie, nuovi coinvolgimenti in nuove storie. Scrivere non è solo mettere insieme delle parole intervallate dalla punteggiatura, ma significa vivere tante vite, tante quante sono i personaggi che ti circondano.

2) Quando hai pubblicato il primo libro? È stato difficile?
Ho sempre scritto fin da piccola, ma solo per me stessa, inventando storie con personaggi reali o fantastici. Poi nel maggio del 2008 è arrivata la pubblicazione del mio primo libro. È stato un salto nel vuoto. Mi sono messa in gioco partecipando a un concorso letterario e mai avrei immaginato di vincerlo. Questo mi ha permesso di avere contatti con un editor che mi ha dato ricchi consigli su come smussare tanti spigoli che lo scrittore non può vedere da solo. A questo è seguita la cura della copertina e infine la pubblicazione. Vampiri, licantropi e altre creature sono così uscite dal cassetto della mia fantasia per essere messe su carta. Difficile? Diciamo che niente è facile. È stato un inizio. La spinta che mi ha detto che potevo andare avanti.

3) Quali sono gli ingredienti che servono in un giallo-storico?
Un giallo-storico, come un buon piatto, deve avere le giuste quantità di ogni ingrediente. Innanzitutto, deve essere immerso in un contesto storico ben preciso, dando al lettore diversi spunti e punti di riferimento a partire dai personaggi che possono essere più o meno descritti nei libri di storia con le loro caratteristiche fisiche, ma anche caratteriali attraverso una profonda ricerca degli stessi.
Il giallo poi è quel pizzico di sale in più che dà sapore al libro, che tiene sulle spine il lettore fino all’ultima pagina.  

4) Da dove nasce la storia di "La morte di Antonio e Cleopatra"?
Questo romanzo dal titolo “La morte di Antonio e Cleopatra” edito dalla Bookroad inizia da una mia idea martellante che la storia è raccontata sempre dai vincitori, invece, in questo romanzo viene raccontata la vita di un’antieroina. È strano in questa società dove si può essere eroi per cinque minuti di gloria... Ebbene, tutti conosciamo la storia di Cleopatra e Antonio: i due amanti che osarono sfidare Roma. Di questi vinti se ne perdono le tracce tra le pieghe della storia e non si sà più niente di loro. Oso pensare che con questo romanzo ho potuto dar voce a chi non ha avuto modo di parlare. Mi è piaciuto immaginare che questa ragazzina ha provato a mettersi contro Roma. Una principessa senza regno di quasi dieci anni dal viso e il naso troppo lunghi, dalle labbra carnose e gli occhi marroni. Guardandosi allo specchio sà che le sopracciglia sottili danno al suo sguardo un’impressione accigliata. Non si trova bella, forse neanche troppo divertente, ma è consapevole della sua intelligenza, un pò come sua madre, la grande regina Cleopatra che in molti hanno voluto far passare per una meretrice. Una ragazzina che può essere paragonata a un’adolescente del duemila che cerca di collocarsi nel difficile mondo di oggi; che deve superare ostacoli in apparenza insormontabili. È attenta e riflessiva, ma al tempo stesso impulsiva e interessata a quanto la circonda. In più, Cleopatra è veramente morta per il morso di un aspide? Ma soprattutto, dove è sepolta? È sepolta insieme a suo marito? Dove? 

5) Il punto forte? E di debolezza del tuo libro?
La forza del romanzo sta nella sua semplicità e scorrevolezza. A tratti è divertente, anche se non tralascia qualche lacrima di commozione. I personaggi sono un po’ folli; vorrei permettermi di dire che sono veri, non costruiti, con i loro pregi e i loro difetti, con personalità sfaccettate in cui ognuno di noi può rispecchiarsi e immedesimarsi.
La debolezza potrebbe consistere nel fatto che ci sono diverse descrizioni di monumenti che qualcuno non avvezzo a questo genere di cose potrebbe trovarre noiose (al contrario, altri potrebbero trovarle interessanti).

6) Ti ha aiutato l’utilizzo dei social network per la promozione?
In parte. Certo, i social network al giorno d’oggi sono una bella vetrina, quindi è possibile postare una foto divertente, accattivante, che possa attirare il lettore, ma il contatto con le persone non ha prezzo; parlare con le persone, scambiare idee, ricevere giudizi positivi o negativi che siano è un riscontro reale di ciò che si è fatto, di ciò che si è costruito e ti aiuta a crescere.

7) Stai lavorando a un nuovo libro? Se sì, può darci qualche anticipazione?​
Sono in molti ad avermi chiesto se questo romanzo avrà un seguito. Molti chiedono anticipazioni su cosa accadrà ai personaggi in quanto incuriositi dalle loro vicissitudini. Sto lavorando al secondo volume di “La morte di Antonio e Cleopatra” che a differenza del precedente ambientato in Egitto, questo avrà come scenario Ficana che è l’antico nome di Acilia, un quartiere di Roma. Questo era abitato da prima della venuta del re Anco Marzio. C’erano templi, paludi, domus...

8) Ti ringrazio per il tempo dedicato, vuoi dirci ancora qualcosa?
Se posso, vorrei consigliare alle persone di leggere, che sia un romanzo, o un fumetto, o altro, tutto è cultura, accrescimento della propria persona. 

Redazione Gialli&Neri

Cronaca giudiziaria: "L'uso ingiusto della giustizia" di Antonio G. D'Errico


Il libro
In questo libro sono descritte le vicende di imprenditori, ufficiali delle forze dell’ordine, gente comune, amministratori pubblici colpiti dall’azione devastante e pretestuosa di un procuratore accusato di corruzione, di scambio di favori, di tangenti. La sua giustizia era fatta di blitz da eseguire in ristoranti e camping, nei luoghi della vita sociale, movimentando volanti, barche e natanti della guardia costiera, mezzi aerei che hanno descritto rotte nei mari e nei cieli delle Marche e della Puglia.  Tra le vittime si ricordano Felice Chiesa del camping Verde Mare di Marina Palmense, ultranovantenne, scomparso da alcuni mesi, Pino Silenzi titolare del ristorante Il Faro di Porto San Giorgio, ottant’anni e oltre, che hanno dovuto dimostrare con grande tremore le loro ragioni in un’aula di tribunale. La malagiustizia di magistrati corrotti è uno schiaffo alla legalità, alla legge dei giusti e degli onesti. Questo libro celebra le coscienze delle vittime e di quanti, nonostante tutto, hanno ancora fiducia in una giustizia che reclama da più parti un bene che allo stato attuale dei fatti è stato negato.
 
La redazione Gialli&Neri 

martedì 9 novembre 2021

L'estratto di "Omicidio nel milanese" di Amato Salvatore Campolo


I° Capitolo - L’omicidio di Corsico
Filippo Gullì, detto “Pino” classe ‘58, era figlio di un artista calabrese, Pino ricopre il ruolo di Brigadiere presso la caserma dei carabinieri di Buccinasco. Un tipo serio nel suo lavoro ma nello stesso tempo un simpaticone. Siamo alla fine degli anni ‘90, abitava in un appartamento a Settimo Milanese con la moglie Concettina e la figlia Marta. Era in servizio da moltissimi anni ormai nella caserma dei carabinieri di Piazza Libertà 1. Sì, proprio a Buccinasco, una delle città con il più alto numeri di calabresi emigrati negli anni ’80 in cerca di lavoro, la maggior parte tutti originari di Platì e della Locride. 
le indagini del Brigadiere Gullì
Ma torniamo alla caserma, era un manufatto confiscato alla mafia che fu convertita appositamente per dare un segnale forte contro la criminalità. La mattina del 5 aprile del 1998 arrivò una chiamata dal reparto della scientifica per una segnalazione di un omicidio nei pressi di Corsico, cittadina poco distante dalla caserma.

Brigadiere un omicidio c’è stato – riferì l’appuntato Romano

Dove?! –

A Corsico, in via Leonardo Da Vinci, vicino il campo sportivo dovrebbe essere… –

Sì, sì… Baldo dai muoviti che dobbiamo uscire! – esclamò

Sì, Brigadiere –

A Corsico dobbiamo andare –

L’appuntato prese subito l’auto di servizio, una alfa 147, che all’epoca era una delle auto più “potenti” delle forze dell’ordine, premette l’acceleratore e sfrecciò come un razzo verso la destinazione e dopo una decina di minuti arrivarono a Corsico, sul luogo dell’omicidio.

***
Autore: Amato Salvatore Campolo 
Titolo: Omicidio nel milanese, le indagini del Brigadiere Gullì 
Prezzo: € 0,99 

L' estratto di Bolidi


Introduzione 
"Ho sempre pensato che la scrittura fosse uno dei modi più facili  per esternare determinate sensazioni. Tutto ciò che non sono mai riuscito a trattare nella vita, infatti, si è meravigliosamente materializzato su carta, al punto da sembrare quasi reale.  A tratti tangibile, in determinati casi. Iricordi, l'attualità e la quotidianità, poi, hanno fatto tutto il resto. Grazie a loro, e a un differente sguardo sul mondo che ci circonda, sono riuscito diverse volte a carpire situazioni che prima passavano inosservate e a costruire storie che mai avrei immaginato. A questa più ampia considerazione, si collega un altro fattore determinante per i miei scritti: l'horror. La domanda che spesso mi viene fatta è: Perché scrivere un libro un horror e non di un altro genere? La risposta è più che mai semplice. Ho sempre considerato il genere horror come il mezzo migliore per descrivere la nostra esistenza. Una sorta di metafora perfetta che non solo ci traspone un determinato aspetto in un mondo particolare, ma ci impone una riflessione più ampia su ciò che ci circonda. A tal proposito, il quesito che mi pongo sempre quando scrivo (o leggo) qualcosa in merito è:  Chi sono realmente i mostri che vengono rappresentati?  In sintesi, l'horror ha il merito di raccontare lo scorrere del tempo e renderlo, contemporaneamente, attuale tramite l'utilizzo di figure al di là di ogni immaginazione. Bolidi è la mia prima raccolta di racconti. Un qualcosa di molto personale, che si compone di un lavoro cominciato circa otto anni fa e concretizzato nel 2020 con la pubblicazione dei mie primi due romanzi (Far from Dead e Chi non terrorizza si ammala di terrore). Al suo interno sono presenti diverse storie,  nate ed evolute negli anni. Alcune di queste sono diventate dei romanzi (La ridente cittadina ha ispirato Chi non terrorizza si ammala di terrore), altre lo stanno per diventare.Altre ancora, magari, prenderanno in seguito strade differenti e rimarranno ancorate alla loro natura originaria. Sicuramente, ognuna di loro ha lasciato un segno indelebile nel mio percorso attraverso i personaggi e i luoghi descritti. Bolidi, inoltre, è un omaggio. Un omaggio a colui che più di tutti mi ha ispirato e che ha allietato diverse giornate sin dalla mia adolescenza: Stephen King. Il nome della raccolta non è casuale, ma riprende uno dei più grandi lavori dello scrittore di Portland. In Misery, difatti, Bolidi è il nome del romanzo che ha dato avvio alle disavventure del protagonista. Lo scrittore, preso dall'euforia (e dall'alcol) per aver terminato quello che considera un capolavoro,perde il controllo della sua auto e si ritrova tra le grinfie della sua fan numero uno, come ama definirsi fin da subito. Proprio per questo motivo, la raccolta di racconti assume un sapore del tutto particolare. Cha apre le porte a un nuovo esperimento letterario e mi proietta verso un differente percorso che ho, finalmente, deciso di approfondire dopo diverso tempo. Nella speranza che chi ha deciso di intraprendere questo viaggio assieme a me gradisca quanto creato, auguro buona lettura e buon divertimento con i dieci racconti presenti all’interno di questo libro.
 
Alessandro Falanga

Nerina Elena debutta col suo primo romanzo: "Le sirene di Sakhalin"

La trama

Venezia 22 marzo 200­7, il misterioso omi­cidio di un cittadino russo dentro il Mu­seo di Palazzo Grassi getta la città lag­unare nel caos. Ai piedi di Ulisse e le sirene, il meravigli­oso dipinto di Picas­so, viene ritrovato il corpo martoriato di un cittadino russ­o, Vladimir Ivanov. Due giorni dopo, a Parigi, la giornalista Juliette Fruchard si presenta davanti al prestigioso premio Pulitzer Michel La­urent, chiedendo di lavorare per la sua rivista. Il direttore decide di conceder­le un'opportunità e la spedisce a Venezia con il primo volo, affidandole proprio il "delicato" servi­zio giornalistico su­ll’omicidio nel muse­o. Ricostruire i fatti si rivela fin da sub­ito impresa ardua ma Juliette può contare sul suo intuito, sul suo talento, ma anche sull'amicizia con il rude e intriga­nte ispettore di pol­izia Bruno Capisaldi. Proprio quest'ultimo le permetterà di tr­ovarsi faccia a facc­ia con i pericolosi personaggi che fanno da sfondo alla vice­nda e a degli oscuri e mistici segreti. Possibile che la rea­ltà abbia risvolti più profondi di quelli percepibili dai ci­nque sensi? E che per sbrogliare questa intrigata matassa Ju­liette debba partire per l'isola di Sakh­alin per riconoscere, e capire, il canto delle sirene? E, in tutto questo, chi sarà capace di rubare il suo cuore tra l'­elegante e narcisista Michel e il bell'i­spettore di polizia? 

Acquista il libro

Redazione Gialli&Neri

lunedì 8 novembre 2021

Vi presentiamo il I° volume di "Milano noir: le indagini del commissario Battiston"

Trama
Milano, anni ‘70, il suo centro, le sue periferie: un Ispettore di Polizia che ama molto il suo lavoro e moltissimo la collega che gli spediscono in “punizione” da Venezia. Sullo sfondo di una metropoli fascinosamente grigia, si dipanano tra nebbie, smog, brina e ombre lunghe queste prime inchieste di Stefano Battiston, un poliziotto serio, molto “italiano” e per nulla “americano”; e cresce il sentimento che lo unisce, in un trio di ferro, alla sua compagna Samuela, timida ma dotata di un karate micidiale, e al suo amico Antonio Vìcari, gentiluomo siculo che, dopo una vita di lavoro fianco a fianco, gli dà ancora del “voi”. Proprio come si usava una volta...
Sette racconti che ci portano per le strade di una Milano ricca di atmosfere diverse. Una scrittura fluida che ci conduce dritti al fulcro delle indagini. Due protagonisti a cui vi appassionerete fin dalle prime pagine.

Itinerari Gialli&Neri: Vigata, Montelusa e Marinella, le città immaginarie dello scrittore Andrea Camilleri.

I romanzi e la fiction Tv del "Il commissario Montalbano" hanno ridisegnato la mappa della Sicilia. Vigata, Montelusa, Marinella sono luoghi che non esistono nella realtà, ma solo nella mente (e nella penna) di Andrea Camilleri. Con tutto il successo che la Tv ha portato, tutta la provincia di Ragusa viaggia oggi tra realtà e fiction, motivo per cui è tanto amata dai turisti appassionati del genere, che oggi ovviamente affollano i luoghi del commissario di polizia più famoso d’Italia.

I luoghi di Montalbano

Ecco dove sono veramente le cittadine in cui sono ambientate le rocambolesche avventure di Salvo e dei suoi colleghi.

Vigata

La cittadina immaginaria è un insieme di location prese un po’ qua e un po’ là tra la provincia di Ragusa e di Agrigento. Chi arriva a Porto Empedocle troverà il cartello di benvenuto che indica “Porto Empedocle Vigata”. Per onorare Andrea Camilleri, autore dei romanzi nato proprio qui, e la fama derivatagli dal successo letterario, il Comune siciliano ha deciso di aggiungere al proprio nome anche quello della cittadina immaginaria. La Piazza del Duomo e la Chiesa di San Giorgio sono quelle di Ibla, la parte antica di Ragusa, così come molte delle strade. La Chiesa di Santa Maria delle Scale fa da sfondo a uno scippo nell’episodio Il gatto e il cardellino, e scorci del Giardino Ibleo si trovano in La luna di carta. Il Circolo di Conversazione di Ibla è stato il set delle scene dell’episodio L’odore della notte e la trattoria La Rusticana è quella che nella fiction si chiama Da Calogero.

Montelusa

È dove si trova il commissariato in cui lavorano Salvo Montalbano, Mimì Augello, Giuseppe Fazio e Agatino Catarella. Montelusa non esiste nella realtà, ma il commissariato è l’edificio del Comune di Scicli, sempre vicino a Ragusa, e la stanza del Questore Luca Bonetti Alderighi è nella realtà l’ufficio del Sindaco. L’indirizzo è via Francesco Mormina Penna, 2. Scicli è una bellissima città barocca e insieme ad altri sette comuni è nella lista delle Città tardo barocche del Val di Noto. Il suo centro storico è stato insignito del titolo di Patrimonio dell’Umanità da parte dell’Unesco. Molte scene di Montelusa sono state girate ad Agrigento. Scrive lo stesso Camilleri: “Agrigento sarebbe la Montelusa dei miei romanzi, però Montelusa non è un’invenzione mia ma di Pirandello, che ha usato questo nome molte volte nelle sue novelle: l’Agrigento di oggi la chiamava Girgenti e anche Montelusa, e io gli ho rubato il nome, tanto non può protestare”.

Marinella

È dove c’è la casa del commissario Montalbano, con la sua splendida terrazza affacciata sulla spiaggia. Marinella è un nome inventato da Camilleri, ma quella che si vede nella fiction è Punta Secca, una frazione del comune di Santa Croce Camerina, a 20 km da Ragusa. Punta Secca è un piccolo borgo marinaro. La gente del posto lo chiama “a sicca” (la secca) probabilmente per la presenza di una piccola formazione di scogli di fronte alla spiaggia di levante. Il mare che si vede dalla terrazza e in cui nuota Salvo tutte le mattine è quello del canale di Sicilia. La casa di Salvo è in realtà un bed and breakfast e si trova proprio nel centro storico del borgo, in via Aldo Moro 44. Un tempo aveva un altro nome, ma dopo il successo della serie televisiva ha deciso di chiamarsi La casa di Montalbano. Giusto per non sbagliare indirizzo. Gli ospiti del b&b posso fare colazione sulla terrazza di Salvo e intrattenersi nel salotto che, nella fiction, viene trasformato nella stanza da letto del commissario. Per dormire invece si va in una delle quattro camere, tre delle quali al piano superiore, che non sono mai state mostrate in Tv. Per ora.

La bellezza della tranquillità

Ci sono alcuni posti che per loro stessa natura o per il carattere dei propri abitanti, inducono facilmente uno stato di rilassamento. La costa sud-orientale della Sicilia, affacciata sul Mar Mediterraneo e sull’Africa, è esattamente uno di questi luoghi. Ovviamente ci sono posti, come Marina di Ragusa per esempio, che sono rinomati per la vita notturna. Ma altri, come Casuzze, Punta Secca o Caucana, sono dei villaggi di pescatori dove il tempo sembra essersi fermato. Ed è probabilmente questo il motivo per cui molti di questi sono stati scelti come location per le riprese della serie dedicata a Montalbano. Questi luoghi catturano perfettamente l’atmosfera dei romanzi di Camilleri. Nonostante richiamino ormai un gran numero di turisti, che vengono soli o con tour organizzati, i paesi rimangono molto tranquilli  e mantengono la propria personalità.

La redazione Gialli&Neri


"Cave Bestiam" il giallo-storico ambientato nel XV secolo della scrittrice Giovanna Barbieri


Sinossi 
Carnevale 1484 d. C. Tra feste, scherzi carnevaleschi e misteriose strigarie gallesi, Goffredo è inviato a Venezia in una delicata missione di spionaggio, mentre Edmundo accetta di dare la caccia alla Bestia infernale che si nasconde nella bruma e sta trucidando i fanciulli lagunari. 

Stralcio
….Edmundo ricacciò indietro i ricordi e oscillò, prossimo allo svenimento, tuffando una mano nel borsello. Non aveva più il fisico per certe cose. 
Saldò il debito e sgusciò fuori dalla taverna, stringendosi il capo tra le mani. Sentì le onde leggere che s’infrangevano contro le sponde delle calli e i piccoli sandoli e mascarete, che i veneziani usavano per spostarsi nei canali, sbattevano contro gli argini. 
Tutto odorava di pesce marcio, d’acqua stagnante, d’alghe salmastre e di sale. Un odore spiacevole che restava in gola a lungo e si sforzò di non vomitare l’anima. 
S’appoggiò al muro di una casa, respirando a fondo, e all’improvviso ricordò il suono agghiacciante che aveva udito, prima di ritirarsi con la cortigiana. 
Il grido d’agonia e spavento che era riecheggiato a lungo. Anche la cortigiana era impallidita, terrorizzata, e l’aveva trascinato quasi di corsa dentro la topaia. Era sgattaiolata all’esterno solo all’alba.
«Un grande animale selvatico, di sicuro. Forse uno di quelli ammaestrati dai domatori, anche se di solito non sono rilasciati neppure di notte» borbottò scacciando le reminiscenze confuse e stringendosi il mantello pesante intorno al corpo. 

«Ti senti bene? Hai bisogno di un medico?» 

Edmundo piegò con affanno il collo verso l’alto, mettendo a fuoco l’uomo che gli aveva rivolto la parola: un giovane schiavo dell’est o un arsenalotto straniero, senza dubbio, considerata la sua stazza e l’altezza. 

«No, grazie. Ho solo bevuto troppo ieri sera. Mi riprenderò presto, non preoccuparti.»

Il ragazzone inarcò entrambe le sopracciglia, dubbioso, e si sistemò meglio la berretta sopra i riccioli chiari. «Stai attento al pericolo che riserva la notte. Traballare ubriachi in giro per le calli durante il Carnevale non è una buona scelta, soprattutto a causa del caligo.»

«Lo terrò a mente, sior…?» gli domandò, incuriosito dal suo atteggiamento. 

«Garric» rispose secco.

L'autrice 
Giovanna Barbieri nasce a Verona il 15/01/1974 e risiede ad Arbizzano di Valpolicella, comune di Negrar, Verona. Laureata in Scienze Politiche con indirizzo internazionale, per alcuni anni lavora come contabile e impiegata amministrativa. Dal 2014 lavora come editor freelance presso https://www.editorgiobarbieri.it/. Appassionata da anni di Medioevo, alto e basso, nel 2013 apre un blog a tema medievale, dove posta numerosi articoli riguardanti la vita del periodo. Alcuni suoi articoli sono stati pubblicati dai blog e siti di storia: Italia medievale, Il Medioevo non è stata un’epoca buia, Medioevo tra luce e buio; racconti; recensioni di libri e film e altro ancora.  


Redazione Gialli&Neri 


domenica 7 novembre 2021

"Petroleaks il complotto dell’oro nero" il meraviglioso thriller dello scrittore Rocco Luccisano

La trama

Eco e techno-thriller si combinano in un’insolita miscela di effetti adrenalinici. 

Natale 2010: in un parco della Costa Azzurra muore Margaret Cohen, vedova di un ingegnere di una compagnia d’idrocarburi e autrice di un libro-denuncia stranamente introvabile. 

Settembre 2011: un altro dipendente della stessa società petrolifera è vittima di un misterioso attentato. 2018: sette anni dopo, quando tutto attorno al colosso dell’oro nero sembrava essersi calmato, i suoi cinque amministratori cominciano a subire minacce di morte. Si tratta di un micidiale conto alla rovescia dichiarato da enigmatici messaggi. Questi, però, contemplano una sesta persona ignota. Chi? E quali misteri rivela tra le sue righe quel libro legandolo al destino dei manager? Nelle indagini il commissario Alexander Keeric sarà supportato dalla giovane Alessia Parisi e dall’esotica Tourria. Riuscirà a sfruttare al meglio l’antagonismo tra le due per fermare anzitempo quello spietato conto che sembra destinato a concludersi lungo i canali veneziani?

L'autore

Rocco Luccisano, nato alla fine degli anni Settanta al confine tra Italia e Francia, è laureato in Economia e Commercio grazie agli studi nei due Paesi. Durante e dopo la carriera universitaria ha vissuto alcune parentesi all’estero dove ha potuto arricchire un bagaglio di esperienze quotidiane utili alla scrittura. Padre di due figlie e un figlio, per motivi familiari oggi alterna la sua vita tra lunghi soggiorni in Europa e altri più brevi ai Caraibi. È autore di gialli e thriller che sconfinano nello storico, nel poliziesco e nell’avventura. Per la serie del commissario Keeric, ha scritto in tempi non sospetti (2018) e pubblicato in edizione italiana e spagnola Pericolo all’Avana – Il virus al servizio del nemico (2019), thriller sullo sfondo di una pandemia; Petroleaks – Il complotto dell’oro nero (2020), suspense e azione con tematica ambientalista, e Cacciatori di reliquie – Il viaggio segreto di Cristoforo Colombo (2021), ambientato tra Vaticano e Caraibi del XV e XXI secolo. Il thriller archeologico e d’avventura Spedizione proibita (2021) ne è il suo spin off. Per il ciclo della dinastia Kamate, il giallo esotico Namibia: terre violate – La maledizione degli Orisha (2019) di cui è pronto il nuovo episodio. 

Acquista qui

La redazione Gialli&Neri

IL ROMANZO TERRA NOSTRA È TRA I 200 LIBRI PIÙ BELLI D'ITALIA

Il romanzo Terra Nostra del giovane scrittore Amato Salvatore Campolo è stato selezionato al Concorso Letterario Tre Colori 2022 entrando n...