martedì 14 dicembre 2021
Un anno e mezzo con "Il Signore di notte"
Oltre ai tradizionali festeggiamenti, la fine dell’anno coincide anche con i bilanci e non solo quelli economici. In particolare quello del libro Il Signore di Notte, un libro giallo ambientato nella Venezia del 1605, è insolitamente lungo perché abbraccia un periodo di diciotto mesi, cioè da quando è stato pubblicato.
I lettori lo hanno definito appassionante, avvincente, interessante, coinvolgente, di spessore storico e addirittura istruttivo, con riferimento in tal caso alle informazioni storiografiche che contiene. Infatti, pur restando un giallo fitto fitto con una trama di pura fantasia, nel racconto rivivono personaggi realmente esistiti all’epoca e divagazioni su usi e costumi dell’antica Venezia, fatti e fatterelli, aneddoti e perfino favole. Il tutto contestualizza il racconto e aiuta il lettore a calarsi nell’atmosfera della città dei dogi tra la fine del Rinascimento e l’inizio del Barocco. Come la corposa bibliografia in coda al libro testimonia, questo ha comportato un certosino lavoro di documentazione per collocare fatti e interpreti al posto giusto e nel momento giusto.
Poi ci sono le recensioni, le segnalazioni e i rilanci delle notizie da parte dei media che hanno sfiorato quota trecento.
La trama scorre agile fin dall’inizio, quando in una misera casupola viene rinvenuto il cadavere di un nobile sull’orlo della rovina. Sul luogo si precipita il protagonista, Francesco Barbarigo, uno dei sei Signori di Notte, magistrati e insieme capi della polizia, tutori dell’ordine pubblico in città. Sulle prime pensa che il caso sia una passeggiata, ma presto le cose si complicano tra scontri, agguati e nuovi omicidi o quelli che riemergono dal passato.
La figura del Barbarigo sta agli antipodi rispetto a quelli di certi investigatori ai quali TV e letteratura gialla ci hanno abituato, quelli che sanno tutto, che capiscono tutto e risolvono tutto. Lui invece è pasticcione, goffo, confusionario, inesperto e pure arrogantello. A volte fa sorridere per i suoi esilaranti fallimenti, altre infastidisce. Indaga a casaccio sull’onda dell’improvvisazione o si lancia in congetture improbabili. È anche un uomo complicato, contorto, sempre indeciso e preoccupato di salvare la faccia, mentre a getto continuo affiorano in lui brutte reminiscenze di un passato che non riesce a buttarsi alle spalle.
Per lo più incappa in una relazione strampalata con una dama tanto bella quanto indecifrabile. Vorrebbe fosse un rapporto disinvolto, giusto per il proprio comodo, ma lo assale la paura dell’innamoramento, situazione che ha già vissuto e con mai assopito dolore. Il timore di perdere la dama da una parte e quello di ripetere la brutta esperienza dall’altro gli procurano nuove angosce oltre a quelle che già lo divorano a causa degli impicci delle indagini nelle quali si è infilato.
In soccorso dell’investigatore improvvisato accorre un capitano delle guardie che ha tutta l’esperienza che a lui manca. Il connubio tra i due porterà alla risoluzione del caso, ma dovranno penare un bel pezzo per arrivarci.
Redazione Gialli e Neri
lunedì 13 dicembre 2021
"Omicidio d’artista" è il romanzo d'esordio di Eleonora Scano
SINOSSI
Cloe è un giovane avvocato alle prime armi il cui studio, quello per il quale lavora, le affida sempre le cause minori e poco coinvolgenti. Una vita che scorre tutto sommato in modo lineare, tra il desiderio di non soccombere ai ricordi più brutti, legati a un tragico evento del passato, e la ricerca della felicità. Un giorno, però, una telefonata dalla zia Bice dà una scossa alla sua esistenza: la mansarda di cui è proprietaria è andata a fuoco nel cuore della notte e nell'incendio è rimasto vittima l'inquilino, Alex Cerruti, un affascinante e tormentato artista di 40 anni. Alla donna adesso serve aiuto. Capire cosa è successo, infatti, è fondamentale per richiedere il giusto risarcimento all'assicurazione e la nipote laureata in legge sicuramente può offrirle il giusto supporto. Pian piano Cloe si trova coinvolta così in una situazione sempre più intricata che, tra mille dubbi, ripensamenti e colpi di scena, in una Torino caotica e seducente, con l'aiuto dell'intraprendente amica Loredana, tenterà di sgrovigliare, scoprendo una verità inaspettata e sorprendente, perchè non sempre la prima impressione è quella che conta.
Eleonora Scano è nata a Cagliari, dove si laurea nel 2004 in Ingegneria. Dal 2009 risiede a Torino dove svolge attività di modellazione 3D e programmazione software. Da sempre appassionata della letteratura, soprattutto narrativa e genere noir, si è da sempre dedicata alla scrittura di racconti e romanzi.
"Omicidio d’artista" è il suo primo libro pubblicato.
domenica 12 dicembre 2021
La nostra intervista a Natascia De Filpo
1. Che cosa fa un editor? Puoi spiegare in parole semplici in che cosa consiste il tuo lavoro e perché è così importante per un libro?
L' editor in genere interviene sulla struttura del romanzo, ridefinisce i personaggi se risultano incoerenze, ridisegna scheletro e dialoghi nel caso ci siano buchi temporali, o ripetizioni. Non interviene sullo stile dell'autore, ma semplicemente da tutto ciò che ritiene necessario possa servire a rendere il testo più fluido e scorrevole( insieme all 'autore naturalmente e con il suo consenso.
Per la pubblicazione di un libro è importante perché il lettore oltre a una bella storia, originale e interessante, deve potersi immergere in una lettura che sia senza intoppi o errori.
2. Qual è la parte più bella del tuo lavoro e quale la più noiosa?
La parte più bella del mio lavoro è sicuramente l'inizio, la curiosità di immergerti in una lettura nuova, piena di sorprese e di ciò di ignora tutto. Anche se leggi prima la trama, non sai bene a cosa vai incontro finché non ci si è davvero"dentro"al romanzo. La parte che non amo, credo non esista... Forse quando mi sottopongono un testo poco valido dal punto di vista strutturale e devi stravolgere in qualche modo la storia per renderlo chiaro e comprensibile, mi è successo raramente però perché nella maggior parte dei casi cerco (sempre insieme all'autore) di iniziare di nuovo a scrivere il testo con ordine e in modo migliore.
3. Come si diventa editor? Quali studi vanno fatti e quali conoscenze deve possedere chi vuole intraprendere la carriera dell’editor? Per intraprendere la carriera di editor un punto di vantaggio è aver studiato lettere... Ma ci sono anche corsi di formazione e master in editoria, che ti preparano proprio per avviarti a questa splendida professione.
4. Come cambia davvero un testo dopo l’intervento di un editor?
Dopo l'intervento di un editor(se necessaria) il testo assume un aspetto più lineare e con una struttura limpida e ordinata.
5. Che cosa ti senti di consigliare a un autore esordiente prima di spedire un manoscritto a una casa editrice?
Agli autori emergenti consiglio di non mollare, di seguire ciò che suggeriscono mente cuore e penna! Di insistere fino allo sfinimento, da qualche parte esiste un editore che capirà fino in fondo il valore del testo e se ne innamorerà.
6. Il libro perfetto secondo la tua esperienza ultradecennale di editor?
Il libro perfetto per me resta sempre 1984 di George Orwell.
Biografia di Natascia De Filpo
Nasce a Milano nel 1974. Dopo gli studi umanistici inizia la sua carriera letteraria pubblicando varie sillogi poetiche d racconti. Ora lavora come editor e correttrice di bozze free lance, con varie case editrici. Ama la letteratura russa, i gialli e la poesia.
Redazione Gialli e Neri
venerdì 10 dicembre 2021
"Valery Rossa", il giallo della scrittrice Milena Rega
Sinossi
È un afoso pomeriggio di agosto dell'anno 2020. La riviera romagnola si è risvegliata dopo il lockdown nazionale per l'emergenza Covid19 e la vita sembra tornata alla normalità. L'avvocato Cesare Sorgia entra nel bar vicino al foro di Rimini per il solito caffè, ma quel giorno il destino ha un piano diverso per lui. L'uomo beve dell'acido disciolto nel bicchiere d'acqua che una barista distratta gli ha servito insieme al caffè e viene ricoverato in condizioni disperate. Nel frattempo, la giovane e aspirante giornalista bergamasca Nicole Fretti arriva a Riccione per un colloquio di lavoro presso la redazione di "Romagna Futura", una rivista fondata dall'affabile e avvenente Danilo De Angelis, turbato - nonostante le apparenze - dalla morte di una collega uccisa qualche anno prima in casa sua per mano di uno squilibrato difeso proprio dallo stesso Sorgia. Si fa quindi concreta l'ipotesi che ciò che è accaduto all'avvocato non sia stato un incidente, ma qualcuno, forse per vendetta, abbia deciso di attentare alla sua vita. Nicole, tramite i social, inizia a scoprire molti retroscena sul personaggio di Valeria Montini, alias Valery Rossa, un'autrice emergente la cui particolarità era proprio quella di avere una capigliatura color rosso naturale...
Dalla quarta di copertina
Opera finalista al Premio 1 Giallo x 1.000 quarta edizione. È un afoso pomeriggio di agosto dell'anno 2020. La riviera romagnola si è risvegliata dopo il lockdown nazionale per l'emergenza Covid19 e la vita sembra tornata alla normalità. L'avvocato Cesare Sorgia entra nel bar vicino al foro di Rimini per il solito caffè, ma quel giorno il destino ha un piano diverso per lui. L'uomo beve dell'acido disciolto nel bicchiere d'acqua che una barista distratta gli ha servito insieme al caffè e viene ricoverato in condizioni disperate. Nel frattempo, la giovane e aspirante giornalista bergamasca Nicole Fretti arriva a Riccione per un colloquio di lavoro presso la redazione di "Romagna Futura", una rivista fondata dall'affabile e avvenente Danilo De Angelis, turbato - nonostante le apparenze - dalla morte di una collega uccisa qualche anno prima in casa sua per mano di uno squilibrato difeso proprio dallo stesso Sorgia. Si fa quindi concreta l'ipotesi che ciò che è accaduto all'avvocato non sia stato un incidente, ma qualcuno, forse per vendetta, abbia deciso di attentare alla sua vita. Nicole, tramite i social , inizia a scoprire molti retroscena sul personaggio di Valeria Montini, alias Valery Rossa, un'autrice emergente la cui particolarità era proprio quella di avere una capigliatura color rosso naturale...
Milena Rega nasce a Rimini il 9 maggio 1979, ma da anni vive nella vicina Riccione. Fin da ragazzina coltiva la passione per la letteratura e la scrittura e a sedici anni inizia a scrivere romanzi di genere thriller e noir. A diciotto ha pubblicato il suo romanzo d'esordio: "Le farfalle dorate"(1997), di seguito "Proserpin" (2011) con la casa editrice SNC Edizioni, "Balli di sangue" (2020) con 0111 Edizioni e "Blu perfetto" (2020) con la casa editrice WritersEditor.
Hotel d’Angleterre: un romanzo storico nell’Italia del 1911
1911. In un ufficio del ministero della Guerra scompaiono documenti riservati. Da Roma a Salerno: l’intreccio si sviluppa in un albergo di provincia, con cinque ospiti, un segreto e un intrigo internazionale in un romanzo storico e una spy story dal ritmo serrato, in piena Belle Époque, mentre l’Italia monarchica comincia la sua avventura coloniale. Ecco "Hotel d'Angleterre", secondo romanzo di Carmine Mari, pubblicato da Marlin editore (collana "Il portico", pagine 416, € 18,00, marlineditore.it), la casa editrice fondata da Tommaso e Sante Avagliano, e giunto alla II edizione. Dopo il sold out a Salerno Letteratura Festival 2021, il libro ha vinto il Premio “Giallo al centro 2021” con un doppio riconoscimento: sia da parte della Giuria online sia da parte della Giuria artistica. Si tratta di una rassegna di letteratura gialla e noir a cura dell'Associazione culturale “Macondo” di Rieti.
Chi ha paura dei diritti delle donne? L’Interrogativo domina in un affresco che racconta i troppi nodi irrisolti della società italiana, come l’occasione mancata o comunque imperfetta dell’Unità d’Italia, così come evidenziata dagli studiosi del meridionalismo, mentre si commemorano i 160 anni. Nel 1911 si celebrava invece il cinquantesimo anniversario. In più, la vicenda risulta ancora di più attuale, oggi come ieri, se ci si confronta con la cronaca di questo periodo: i documenti consegnati a una potenza straniera, l’arresto del militare italiano e l’allontanamento dei diplomatici russi.
Sul romanzo, presente nelle librerie e negli store on-line, così si pronuncia lo scrittore Luca Crovi, autentico esperto nel campo dei gialli come romanziere e saggista, nella quarta di copertina: «Non mi risulta che Carmine Mari sia mai stato un agente segreto ma sicuramente ha un talento incredibile per scovare storie che possano mostrare gli sviluppi di un romanzo. Dramma, ironia e suspense si mescolano fra le pagine di “Hotel d’Angleterre”, romanzo che ha il sapore della piccola storia che s’inserisce nella Grande Storia. Mari racconta un mondo di spie e doppio-giochi, e come Graham Greene, Ian Fleming e Ken Follett, sa che gli hotel da sempre sono luogo d’incontro e di passaggio dove avvengono intrighi e dove la gente spesso cela la propria identità. Intanto fra le pareti dell’Hotel d'Angleterre, dove una volta gli stranieri cercavano di curare la propria salute dando un occhio alla Costiera Amalfitana, arrivano gli echi dei venti di guerra».
Un romanzo, dunque, che si sviluppa tra Storia, politica, spionaggio, amore, spinta rivoluzionaria femminile, politica e corruzione in un albergo, a Salerno, immerso un clima internazionale. Al centro della narrazione un giovane ex disoccupato con ambizioni da giornalista, Edoardo Scannapieco, costretto a sbarcare il lunario come maître all’Angleterre. Un sognatore travolto da misteri, trappole dei poteri forti contro la lotta per i diritti delle donne, insidie e sotterfugi, in una città sopravvissuta alla tremenda epidemia di colera. Al suo fianco, tra alti e bassi amorosi, la tenace femminista ante litteram Amelia Minervini, che guida le coraggiose suffragette a sostegno del diritto di voto per le donne.
Al suo primo giorno di lavoro, Edoardo si trova in mezzo a una avventurosa caccia alla spia, alla ricerca di documenti scottanti. Non solo spy story: il protagonista è un meridionale figlio della classe operaia che, al contrario dei suoi coetanei diretti in America, decide di restare nella propria città, prendendosi cura della madre e inseguendo il sogno di fare il giornalista. La storia con Amelia, inoltre, è gravata dalle distanze di classe: lei è figlia della buona borghesia e di conseguenza il loro è un amore complicato. Si tratta di temi e suggestioni che arricchiscono di sfumature il romanzo.
La trama
Una giovane Italia si appresta a compiere il gran balzo verso la conquista del mondo. Dall’Ufficio approvvigionamenti del ministero della Guerra sono scomparsi documenti delicatissimi e il governo è consapevole che potenze straniere tramano contro i progetti coloniali italiani. In una calda estate, in un clima da Belle Époque, cinque ospiti alloggiano al Hotel d’Angleterre di Salerno: Alberto Brenzoni, stravagante matematico; Peter Aselmeryr, svizzero e rappresentante di tessuti; Marie Christine Bonsignorì, “mademoiselle” in Grand Tour; Teofilo Scorza, tipografo romano sull’orlo del fallimento; David Stephenson, colonnello dell’esercito britannico in congedo. Edoardo Scannapieco, giovane disoccupato con ambizioni di giornalista, è al primo giorno di lavoro come maître all’Angleterre quando scopre che una busta gialla, affidata in custodia al portiere Geppino, è misteriosamente sparita assieme a lui. Scorza ne reclama la proprietà, dando inizio a ciò che Pavone – agente dell’Ufficio informativo incaricato di acciuffare la spia – chiamerà “Operazione Angleterre”. Schedato dalla prefettura per le sue idee anarco-socialiste, Edoardo sarà costretto a collaborare giocoforza con Pavone al recupero dei documenti, trovandosi coinvolto in una trama complessa, fatta di personaggi ambigui, politici e gente di malaffare. In quegli stessi giorni è previsto un raduno di suffragette, capitanate dalla donna che ama, Amelia Minervini, combattiva fautrice del diritto di voto per le donne. Esponenti conservatori, collusi con la malavita locale, non vedono di buon occhio l’iniziativa – una petizione per il suffragio universale – che a loro dire, sarebbe il preludio a una stagione di pericolose rivendicazioni. Toccherà a Edoardo disinnescare una bomba contro le femministe e cercare di garantire il successo dell’“Operazione Angleterre”.
Una giovane Italia si appresta a compiere il gran balzo verso la conquista del mondo. Dall’Ufficio approvvigionamenti del ministero della Guerra sono scomparsi documenti delicatissimi e il governo è consapevole che potenze straniere tramano contro i progetti coloniali italiani. In una calda estate, in un clima da Belle Époque, cinque ospiti alloggiano al Hotel d’Angleterre di Salerno: Alberto Brenzoni, stravagante matematico; Peter Aselmeryr, svizzero e rappresentante di tessuti; Marie Christine Bonsignorì, “mademoiselle” in Grand Tour; Teofilo Scorza, tipografo romano sull’orlo del fallimento; David Stephenson, colonnello dell’esercito britannico in congedo. Edoardo Scannapieco, giovane disoccupato con ambizioni di giornalista, è al primo giorno di lavoro come maître all’Angleterre quando scopre che una busta gialla, affidata in custodia al portiere Geppino, è misteriosamente sparita assieme a lui. Scorza ne reclama la proprietà, dando inizio a ciò che Pavone – agente dell’Ufficio informativo incaricato di acciuffare la spia – chiamerà “Operazione Angleterre”. Schedato dalla prefettura per le sue idee anarco-socialiste, Edoardo sarà costretto a collaborare giocoforza con Pavone al recupero dei documenti, trovandosi coinvolto in una trama complessa, fatta di personaggi ambigui, politici e gente di malaffare. In quegli stessi giorni è previsto un raduno di suffragette, capitanate dalla donna che ama, Amelia Minervini, combattiva fautrice del diritto di voto per le donne. Esponenti conservatori, collusi con la malavita locale, non vedono di buon occhio l’iniziativa – una petizione per il suffragio universale – che a loro dire, sarebbe il preludio a una stagione di pericolose rivendicazioni. Toccherà a Edoardo disinnescare una bomba contro le femministe e cercare di garantire il successo dell’“Operazione Angleterre”.
La parola all’autore
Carmine Mari racconta la genesi della sua trama: «Gli scrittori trovano spunto dalle cose più inusuali: a me è capitato con la foto di una vecchia cartolina dell’Hotel d’Angleterre. I colori e il tram di una città ormai lontana mi suggerivano un’epoca affascinante: la Belle Époque. Mi è sembrato estremamente suggestivo per imbastire una spy-story: abiti di lusso, progresso tecnologico, effervescenza e voglia di vivere, senza dimenticare le perenni contraddizioni di un Paese spaccato economicamente tra Nord e Sud, il condizionamento della malavita, la miseria delle classi contadine oppresse dal latifondo, la fame e l’emigrazione. Un’epoca di grandi contrasti, perché laddove c’è molta luce, l’ombra è sempre più scura. Salerno, a quei tempi, era una città di 46.000 abitanti, con un indotto industriale importante, manifatture tessili di tutto rispetto a livello nazionale, un porto e grandi aspirazioni. Teatri, cinematografi, case d’appuntamenti, chalet e una vita notturna molto animata da cittadini e marinai di mezza Europa in libera uscita. Cominciavano a circolare le pellicole della salernitana Elvira Notari Coda, prima regista donna italiana. E infine l’Anglettere. Il contesto era perfetto, ma dallo spunto alla storia l’impresa non è semplice. All’inizio si naviga a vista, poi quando la nebbia si alza i contorni diventano netti e inizia il divertimento. “Hotel d’Angleterre” è stata una bella esperienza, durata più o meno dieci mesi. Mi sono divertito un mondo, perché quando sei finalmente dentro alla storia è come vivere un’altra vita», conclude l’autore, che ha come punto di riferimento lo scrittore Eric Ambler, un maestro nel campo delle spy story.
Il Booktrailer Link
"Piani inclinati" il giallo della scrittrice Eleonora Carta
SINOSSI
Nel cuore di un’estate rovente, il caso di Niccolò Solinas, di anni sette, scomparso dalla sua casa di Bortigiadas, in provincia di Olbia, si trasforma in un’indagine per omicidio quando il suo corpo viene ritrovato nel folto dei boschi del Monte Limbara, legato e con tracce evidenti di strangolamento. Il cadavere è stato scoperto da un ispettore della Forestale in perlustrazione, Daniele Fois, uomo schivo, poco disciplinato, grande conoscitore della natura impervia dei luoghi.
Per questo, e perché solo con lui la gente del posto pare disposta a confidarsi, viene coinvolto nelle indagini.
Nonostante i tentativi di mantenere il riserbo per guadagnare vantaggio sugli autori del crimine, la notizia della morte del bambino arriva alla stampa e il terrore di una nuova ondata di rapimenti invade l’Isola. Per questo, dal ministero viene subito inviata Linda DeFalco, maggiore del ROS di grande esperienza e preparazione che, appena giunta sul posto, si rende conto della totale inadeguatezza delle forze e delle persone a sua disposizione. Tanto più che, dopo poche
ore, viene avvertita della scomparsa di un altro bambino, anche lui di sette anni, di ottima famiglia. Linda è una donna competente, severa, esigente, sofisticata e maniacale sul lavoro. L'abitudine ad andare oltre alle apparenze e la notevole capacità di leggere l'animo umano la portano a fidarsi di un’unica persona tra quelle a sua disposizione: Daniele Fois.
I due non potrebbero essere più diversi, ma dovranno unire le proprie competenze per fermare la mano che sta piegando anche gli spiriti più forti.
Nata a Iglesias nel 1974, si è laureata in Giurisprudenza all'università di Cagliari. Abbandonata l’idea della carriera forense, ha intrapreso un percorso di studi indipendente, in materia storica e antropologica, scrivendo saggi e traducendo in italiano scritti gnostici ed ermetici della tradizione iniziatica occidentale. Dal 2000 ha lavorato come editor freelance; negli stessi anni ha cominciato a dedicarsi alla scrittura. Dal 2011 trascorre parte dell’anno a Torino. Le atmosfere della città le sono valse d’ispirazione per il primo romanzo edito nel 2014 da Newton Compton, La consistenza dell'acqua. I contrasti di Torino sono protagonisti anche
del secondo romanzo, L’imputato, terzo classificato al Festival Giallo Garda 2018.
Nel gennaio 2019 torna in libreria con il saggio Breve storia della letteratura gialla, edito da Graphe.it, che nel mese di marzo vince il Premio Giuseppe Lippi al Festival “La Provincia in Giallo”.
Con Piani inclinati è tornata alla sua terra d’origine costruendo un thriller di grandissima tensione psicologica.
Dal 2016 è tra gli organizzatori della Fiera del Libro di Iglesias, festival letterario del Sud Sardegna giunto alla sua V edizione.
giovedì 9 dicembre 2021
Film: “La concessione del telefono – C’era una volta a Vigata”, il film tratto dal romanzo di Camilleri
Nella Vigata di fine Ottocento vediamo l’affannosa attività di Pippo Genuardi, un commerciante di legnami poco interessato al suo lavoro e grande estimatore di donne e di novità tecnologiche. A dare inizio ad una serie di fraintendimenti è il suo desiderio di installare un apparecchio telefonico collegato con la casa del suocero. Per riuscire nel progetto spedisce tre lettere al prefetto Marascianno che però si rivela paranoico e complottista. Tanto che l’iniziativa del commerciante viene interpretata come una mossa sovversiva. Ma nel suo agire sconsiderato Genuardi si deve confrontare anche con Don Lollò, “l’uomo di rispetto” del paese che all’inizio crede che sia tutta una presa in giro nei suoi confronti. La storia si rivela una serie mortale di equivoci.
La Vigata di Andrea Camilleri
“La concessione del telefono” è il terzo film della serie “C’era una volta a Vigata” dopo “La mossa del cavallo” e “La stagione della caccia” La serie evento porta in vita la immaginaria cittadina siciliana, la stessa del Commissario Montalbano, frutto dell’insuperabile fantasia di Andrea Camilleri. Una trasposizione fedele e curata nei dettagli grazie anche alla presenza dello stesso Camilleri nella sceneggiatura dei film, che vuole mostrare l’abilità dello scrittore sotto un punto di vista diverso da quello delle pagine immacolate. Anche in questo caso, il regista Roan Johnson riesce a riportare su pellicola, come nel romanzo, le voci narranti e i vari documenti dell’epoca.
Amato Salvatore Campolo: Premio Scerbanenco: Annunciata cinquina dei finalisti
Amato Salvatore Campolo: Premio Scerbanenco: Annunciata cinquina dei finalisti: Annunciata la cinquina dei romanzi italiani finalisti del Premio Giorgio Scerbanenco 2021 , risultata dalla sommatoria dei voti dei lettori ...
martedì 7 dicembre 2021
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Amato Salvatore Campolo: Alcuni scatti "comics" nei luoghi del romanzo Terr...: Reggio Calabria, la città dello stretto al centro del Mediterraneo, "Il chilometro più bello d'Europa" (cit. G.Dannunzio) ma a...
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