venerdì 10 dicembre 2021

Hotel d’Angleterre: un romanzo storico nell’Italia del 1911

1911. In un ufficio del ministero della Guerra scompaiono documenti riservati. Da Roma a Salerno: l’intreccio si sviluppa in un albergo di provincia, con cinque ospiti, un segreto e un intrigo internazionale in un romanzo storico e una spy story dal ritmo serrato, in piena Belle Époque, mentre l’Italia monarchica comincia la sua avventura coloniale. Ecco "Hotel d'Angleterre", secondo romanzo di Carmine Mari, pubblicato da Marlin editore (collana "Il portico", pagine 416, € 18,00, marlineditore.it), la casa editrice fondata da Tommaso e Sante Avagliano, e giunto alla II edizione. Dopo il sold out a Salerno Letteratura Festival 2021, il libro ha vinto il Premio “Giallo al centro 2021” con un doppio riconoscimento: sia da parte della Giuria online sia da parte della Giuria artistica. Si tratta di una rassegna di letteratura gialla e noir a cura dell'Associazione culturale “Macondo” di Rieti.
Chi ha paura dei diritti delle donne? L’Interrogativo domina in un affresco che racconta i troppi nodi irrisolti della società italiana, come l’occasione mancata o comunque imperfetta dell’Unità d’Italia, così come evidenziata dagli studiosi del meridionalismo, mentre si commemorano i 160 anni. Nel 1911 si celebrava invece il cinquantesimo anniversario. In più, la vicenda risulta ancora di più attuale, oggi come ieri, se ci si confronta con la cronaca di questo periodo: i documenti consegnati a una potenza straniera, l’arresto del militare italiano e l’allontanamento dei diplomatici russi.
Sul romanzo, presente nelle librerie e negli store on-line, così si pronuncia lo scrittore Luca Crovi, autentico esperto nel campo dei gialli come romanziere e saggista, nella quarta di copertina: «Non mi risulta che Carmine Mari sia mai stato un agente segreto ma sicuramente ha un talento incredibile per scovare storie che possano mostrare gli sviluppi di un romanzo. Dramma, ironia e suspense si mescolano fra le pagine di “Hotel d’Angleterre”, romanzo che ha il sapore della piccola storia che s’inserisce nella Grande Storia. Mari racconta un mondo di spie e doppio-giochi, e come Graham Greene, Ian Fleming e Ken Follett, sa che gli hotel da sempre sono luogo d’incontro e di passaggio dove avvengono intrighi e dove la gente spesso cela la propria identità. Intanto fra le pareti dell’Hotel d'Angleterre, dove una volta gli stranieri cercavano di curare la propria salute dando un occhio alla Costiera Amalfitana, arrivano gli echi dei venti di guerra».
Un romanzo, dunque, che si sviluppa tra Storia, politica, spionaggio, amore, spinta rivoluzionaria femminile, politica e corruzione in un albergo, a Salerno, immerso un clima internazionale. Al centro della narrazione un giovane ex disoccupato con ambizioni da giornalista, Edoardo Scannapieco, costretto a sbarcare il lunario come maître all’Angleterre. Un sognatore travolto da misteri, trappole dei poteri forti contro la lotta per i diritti delle donne, insidie e sotterfugi, in una città sopravvissuta alla tremenda epidemia di colera. Al suo fianco, tra alti e bassi amorosi, la tenace femminista ante litteram Amelia Minervini, che guida le coraggiose suffragette a sostegno del diritto di voto per le donne.
Al suo primo giorno di lavoro, Edoardo si trova in mezzo a una avventurosa caccia alla spia, alla ricerca di documenti scottanti. Non solo spy story: il protagonista è un meridionale figlio della classe operaia che, al contrario dei suoi coetanei diretti in America, decide di restare nella propria città, prendendosi cura della madre e inseguendo il sogno di fare il giornalista. La storia con Amelia, inoltre, è gravata dalle distanze di classe: lei è figlia della buona borghesia e di conseguenza il loro è un amore complicato. Si tratta di temi e suggestioni che arricchiscono di sfumature il romanzo.

La trama
Una giovane Italia si appresta a compiere il gran balzo verso la conquista del mondo. Dall’Ufficio approvvigionamenti del ministero della Guerra sono scomparsi documenti delicatissimi e il governo è consapevole che potenze straniere tramano contro i progetti coloniali italiani. In una calda estate, in un clima da Belle Époque, cinque ospiti alloggiano al Hotel d’Angleterre di Salerno: Alberto Brenzoni, stravagante matematico; Peter Aselmeryr, svizzero e rappresentante di tessuti; Marie Christine Bonsignorì, “mademoiselle” in Grand Tour; Teofilo Scorza, tipografo romano sull’orlo del fallimento; David Stephenson, colonnello dell’esercito britannico in congedo. Edoardo Scannapieco, giovane disoccupato con ambizioni di giornalista, è al primo giorno di lavoro come maître all’Angleterre quando scopre che una busta gialla, affidata in custodia al portiere Geppino, è misteriosamente sparita assieme a lui. Scorza ne reclama la proprietà, dando inizio a ciò che Pavone – agente dell’Ufficio informativo incaricato di acciuffare la spia – chiamerà “Operazione Angleterre”. Schedato dalla prefettura per le sue idee anarco-socialiste, Edoardo sarà costretto a collaborare giocoforza con Pavone al recupero dei documenti, trovandosi coinvolto in una trama complessa, fatta di personaggi ambigui, politici e gente di malaffare. In quegli stessi giorni è previsto un raduno di suffragette, capitanate dalla donna che ama, Amelia Minervini, combattiva fautrice del diritto di voto per le donne. Esponenti conservatori, collusi con la malavita locale, non vedono di buon occhio l’iniziativa – una petizione per il suffragio universale – che a loro dire, sarebbe il preludio a una stagione di pericolose rivendicazioni. Toccherà a Edoardo disinnescare una bomba contro le femministe e cercare di garantire il successo dell’“Operazione Angleterre”.

La parola all’autore
Carmine Mari racconta la genesi della sua trama: «Gli scrittori trova­no spunto dalle cose più inusuali: a me è capitato con la fo­to di una vecchia ca­rtolina dell’Hotel d’Angleterre. I colori e il tram di una città ormai lontana mi suggerivano un’epo­ca affascinante: la Belle Époque. Mi è sembrato estremamente suggestivo per imba­stire una spy-story: abiti di lusso, pro­gresso tecnologico, effervescenza e vogl­ia di vivere, senza dimenticare le peren­ni contraddizioni di un Paese spaccato economicamente tra No­rd e Sud, il condizi­onamento della malav­ita, la miseria delle classi contadine oppresse dal latifond­o, la fame e l’emigr­azione. Un’epoca di grandi contrasti, perché laddove c’è molta luce, l’ombra è sempre più scura. Salerno, a quei tempi, era una città di 46.000 abitanti, con un indotto industria­le importante, manif­atture tessili di tu­tto rispetto a livel­lo nazionale, un por­to e grandi aspirazi­oni. Teatri, cinemat­ografi, case d’appun­tamenti, chalet e una vita notturna molto animata da cittadi­ni e marinai di mezza Europa in libera uscita. Cominciavano a circolare le pelli­cole della salernita­na Elvira Notari Cod­a, prima regista don­na italiana. E infine l’Anglettere. Il contesto era pe­rfetto, ma dallo spu­nto alla storia l’im­presa non è semplice. All’inizio si navi­ga a vista, poi quan­do la nebbia si alza i contorni diventano netti e inizia il divertimento. “Hotel d’Angleterre” è sta­ta una bella esperie­nza, durata più o me­no dieci mesi. Mi so­no divertito un mond­o, perché quando sei finalmente dentro alla storia è come vi­vere un’altra vita», conclude l’autore, che ha come punto di riferimento lo scri­ttore Eric Ambler, un maestro nel cam­po delle spy story.

Il Booktrailer Link

"Piani inclinati" il giallo della scrittrice Eleonora Carta

SINOSSI
Nel cuore di un’estate rovente, il caso di Niccolò​ Solinas, di anni sette, scomparso dalla sua​ casa di Bortigiadas, in provincia di Olbia,​ si trasforma in un’indagine per omicidio​ quando il suo corpo viene ritrovato nel folto​ dei boschi del Monte Limbara, legato e con​ tracce evidenti di strangolamento. Il cadavere​ è stato scoperto da un ispettore della​ Forestale in perlustrazione, Daniele Fois,​ uomo schivo, poco disciplinato, grande conoscitore​ della natura impervia dei luoghi.
Per questo, e perché solo con lui la gente​ del posto pare disposta a confidarsi, viene​ coinvolto nelle indagini.​
Nonostante i tentativi di mantenere il riserbo​ per guadagnare vantaggio sugli autori del​ crimine, la notizia della morte del bambino​ arriva alla stampa e il terrore di una nuova​ ondata di rapimenti invade l’Isola. Per​ questo, dal ministero viene subito inviata​ Linda DeFalco, maggiore del ROS di grande esperienza e preparazione che, appena​ giunta sul posto, si rende conto della totale​ inadeguatezza delle forze e delle persone a​ sua disposizione. Tanto più che, dopo poche
ore, viene avvertita della scomparsa di un​ altro bambino, anche lui di sette anni, di​ ottima famiglia. Linda è una donna competente,​ severa, esigente, sofisticata e maniacale​ sul lavoro. L'abitudine ad andare oltre alle​ apparenze e la notevole capacità di leggere​ l'animo umano la portano a fidarsi di un’unica​ persona tra quelle a sua disposizione:​ Daniele Fois.
I due non potrebbero essere più diversi, ma​ dovranno unire le proprie competenze per​ fermare la mano che sta piegando anche gli​ spiriti più forti.

L'AUTRICE
 
Nata a Iglesias nel 1974, si è laureata in​ Giurisprudenza all'università di Cagliari.​ Abbandonata l’idea della carriera forense,​ ha intrapreso un percorso di studi indipendente,​ in materia storica e antropologica,​ scrivendo saggi e traducendo in italiano​ scritti gnostici ed ermetici della tradizione​ iniziatica occidentale. Dal 2000 ha lavorato​ come editor freelance; negli stessi anni ha​ cominciato a dedicarsi alla scrittura. Dal​ 2011 trascorre parte dell’anno a Torino. Le​ atmosfere della città le sono valse d’ispirazione​ per il primo romanzo edito nel 2014 da​ Newton Compton, La consistenza dell'acqua.​ I contrasti di Torino sono protagonisti anche
del secondo romanzo, L’imputato, terzo​ classificato al Festival Giallo Garda 2018.
Nel gennaio 2019 torna in libreria con il​ saggio Breve storia della letteratura gialla,​ edito da Graphe.it, che nel mese di marzo​ vince il Premio Giuseppe Lippi al Festival​ “La Provincia in Giallo”.
Con Piani inclinati è tornata alla sua terra​ d’origine costruendo un thriller di grandissima​ tensione psicologica.
Dal 2016 è tra gli organizzatori della Fiera​ del Libro di Iglesias, festival letterario del​ Sud Sardegna giunto alla sua V edizione.

giovedì 9 dicembre 2021

Film: “La concessione del telefono – C’era una volta a Vigata”, il film tratto dal romanzo di Camilleri

Nella Vigata di fine Ottocento vediamo l’affannosa attività di Pippo Genuardi, un commerciante di legnami poco interessato al suo lavoro e grande estimatore di donne e di novità tecnologiche. A dare inizio ad una serie di fraintendimenti è il suo desiderio di installare un apparecchio telefonico collegato con la casa del suocero. Per riuscire nel progetto spedisce tre lettere al prefetto Marascianno che però si rivela paranoico e complottista. Tanto che l’iniziativa del commerciante viene interpretata come una mossa sovversiva. Ma nel suo agire sconsiderato Genuardi si deve confrontare anche con Don Lollò, “l’uomo di rispetto” del paese che all’inizio crede che sia tutta una presa in giro nei suoi confronti. La storia si rivela una serie mortale di equivoci.

La Vigata di Andrea Camilleri
“La concessione del telefono” è il terzo film della serie “C’era una volta a Vigata” dopo “La mossa del cavallo” e “La stagione della caccia” La serie evento porta in vita la immaginaria cittadina siciliana, la stessa del Commissario Montalbano, frutto dell’insuperabile fantasia di Andrea Camilleri. Una trasposizione fedele e curata nei dettagli grazie anche alla presenza dello stesso Camilleri nella sceneggiatura dei film, che vuole mostrare l’abilità dello scrittore sotto un punto di vista diverso da quello delle pagine immacolate. Anche in questo caso, il regista Roan Johnson riesce a riportare su pellicola, come nel romanzo, le voci narranti e i vari documenti dell’epoca.

Amato Salvatore Campolo: Premio Scerbanenco: Annunciata cinquina dei finalisti

Amato Salvatore Campolo: Premio Scerbanenco: Annunciata cinquina dei finalisti: Annunciata la cinquina dei romanzi italiani finalisti del Premio Giorgio Scerbanenco 2021 , risultata dalla sommatoria dei voti dei lettori ...


martedì 7 dicembre 2021

Amato Salvatore Campolo: Alcuni scatti "comics" nei luoghi del romanzo Terr...

Amato Salvatore Campolo: Alcuni scatti "comics" nei luoghi del romanzo Terr...: Reggio Calabria, la città dello stretto al centro del Mediterraneo, "Il chilometro più bello d'Europa" (cit. G.Dannunzio) ma a...


"Ecchecavolo, il mondo secondo Imma Tataranni" di Mariolina Venezia

In questa raccolta di leggi immaginarie, decreti e piccoli editti, architettati mentre fa la fila alla posta o risolve un caso, la Piemme più chiacchierata di tutto il Centro Sud esprime la sua visione del mondo. Non com’è, naturalmente, ma come dovrebbe essere. Almeno secondo lei. Dalle misure per i proprietari di cani agli incentivi per chi è capace di starsene zitto, dal patentino per diventare madre alla lettera di motivazione per i turisti in visita nei Sassi di Matera, la Tataranni ne ha per tutti. Paradossale, insofferente, allergica ai luoghi comuni, ma anche capace di autocritica e autoironia, Imma si colloca di prepotenza fra i grandi pensatori di ogni epoca, da Platone a Cesare Beccaria. Immagina così una sua Società Ideale, un po’ dispotica, certo, ma con una profonda aspirazione alla giustizia. Legge dopo legge, intanto, prendono vita i personaggi che l’hanno accompagnata nei libri precedenti, il marito Pietro, la figlia Valentina, il bel Calogiuri, le compagne di scuola e tutta la Procura. Emergono in filigrana pensieri e desideri inconfessabili, idiosincrasie, debolezze, aneddoti inediti e segreti.

Mariolina Venezia
 (Matera 1961), scrittrice e sceneggiatrice, dopo aver pubblicato in Francia tre libri di poesie, nel 2007 si aggiudica il premio Campiello con Mille anni che sto qui, storia di una famiglia lucana attraverso le varie generazioni, dall’unità d’Italia alla caduta del muro di Berlino. Lavora come sceneggiatrice per il cinema (Dove non ho mai abitato di Paolo Franchi) e la televisione (La Squadra, 48 ore), e collabora con varie riviste letterarie. Tra i romanzi successivi: Come piante tra i sassi (2009), Da dove viene il vento (2011), Maltempo (2013), Rione Serra Venerdì (2018), Via del Riscatto (2019). Da questi gialli è stata tratta la serie televisiva in onda su Raiuno, Imma Tataranni – Sostituto procuratore, arrivata alla seconda stagione.

domenica 5 dicembre 2021

Diabolik a Milano: atmosfere anni Sessanta per le riprese a due passi dal Duomo

DAL 16 DICEMBRE AL CINEMA.

Sembra una Milano piombata negli anni Sessanta, con le auto d’epoca parcheggiate nelle vie del centro e le Lancia Flavia della polizia che sfrecciano per le strade. In questi giorni all’incrocio fra via Santa Marta, via del Bollo, via Santa Maria Fulcorina è stato allestito il set per girare il secondo film di Diabolik dei Manetti Bros: il primo uscirà nelle sale il 16 dicembre, ma sono già iniziate le riprese per il sequel. Anche il sindaco Beppe Sala non ha resistito al fascino delle auto della polizia di Clerville parcheggiate in centro e ha condiviso la foto su Instagram scrivendo: “Occhi aperti, c’è Diabolik in giro (quanto mi piaceva leggerlo!)”. La Jaguar E-Type spyder del 1963 e le altre auto d’epoca sono arrivate a Milano qualche giorno fa, trasportate su una bisarca. 

Scopri il cast completo di Diabolik e il trailer ufficiale del film:
- Luca Marinelli è Diabolik. L'attore ha già vinto molti riconoscimenti, tra cui il David di Donatello per il miglior attore non protagonista per “Lo chiamavano Jeeg Robot” e la Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile per “Martin Eden”.
- Eva Kant è interpretata da Miriam Leone. L'attrice ha vinto la 69esima edizione di Miss Italia, nel 2008. Miriam Leone ha recitato, tra gli altri, nelle serie televisive “1992”, “1993”, “1994”, “I medici” e nei film “Il testimone invisibile”, “L'amore a domicilio”, “Metti la nonna in freezer” e “Fai bei sogni”.
- Valerio Mastandrea è l'ispettore Ginko. “Ci saranno scene d’azione, che non mi riguardano, ma che saranno spettacolari!” ha anticipato l'attore. 
- George Caron, il viscido pretendente di Eva Kant, è interpretato da Alessandro Roia.
- Serena Rossi è Elisabeth Gay, compagna di Diabolik prima dell'arrivo di Eva Kant. 
- Il Direttore dell'Hotel è interpretato da Roberto Citran.
La Signora Morel è interpretata da Claudia Gerini.

Niente di nuovo sul fronte di Rebibbia: di cosa parla il fumetto di Zerocalcare

La trama

La condizione dei carcerati di Rebibbia durante la prima ondata della pandemia, l'importanza della sanità territoriale, la cancel culture, la condizione degli ezidi in Iraq: questi sono i temi principali trattati nei racconti che compongono questo nuovo e particolarmente atteso graphic novel, un libro dalle forte tinte sociali. 
A chiusura, un piccolo excursus personale in cui Zerocalcare racconta il suo ultimo anno e come ha percepito tutto questo mentre si apprestava a scrivere Strappare lungo i bordi, la sua prima serie animata, nonché la più vista su Netflix in questo momento.




L'intervista: il successo della scrittrice e regista siciliana Valentina Gebbia, con la serie TV "Mangiaracina Investigazioni"

1. Un benvenuto a Valentina Gebbia su Gialli e Neri. Ti ringraziamo per la tua disponibilità e iniziamo subito con la prima domanda. Com’è nata l’idea della serie TV "Mangiaracina Investigazioni"?
Realizzare la serie TV “Mangiaracina Investigazioni” è stato il compiersi di un sogno iniziato venticinque anni fa, quando ho dato una svolta radicale alla mia vita e ho scritto il mio primo romanzo, “A qualcuno piace il caldo”, del quale ho pagato le spese di pubblicazione contro il parere di tutti, e che, però, mi ha aperto una nuova strada, quella che mi urgeva dentro da quando ero bambina: essere una scrittrice. Ho inventato la stramba famiglia Mangiaracina che s’improvvisa investigatrice per cause di forza maggiore e da lì non mi sono più fermata, pubblicando il resto della serie e numerosi altri romanzi e racconti in antologie prestigiose, anche con editori di fama internazionale. Un mio libro sugli sbarchi di migranti a Linosa, “Metà bianchi metà neri” è stato adottato come libro di testo in Germania nel corso di italiano alla Dante Alighieri e incontrare i lettori tedeschi che ripetevano le mie parole in un italiano carico di rispetto e attenzione, è uno dei ricordi più belli che custodisco della mia vita da autrice.

Come ti sei avvicinata nel mondo del cinema? Quali sono state le tue prime produzioni cinematografiche prima del successo internazionale su Amazon Prime Video?

Tutti hanno sempre detto che la mia fosse una scrittura “cinematografica”, perché il lettore riusciva a “vedere” e non solo a leggere tutto quello che raccontavo e, in effetti, il cinema è sempre stato l’amore della mia vita e così, ho cominciato a coltivare un altro sogno, quello di trasformare i miei romanzi, i miei scritti, in film. Ho studiato regia, visto che mi sono abituata spesso a fare da sola, e ho cominciato con cortometraggi e documentari, anche premiati, poi il lungometraggio “Erba Celeste” sull’uso terapeutico della cannabis che ha girato il mondo, premiato anche in Brasile, poi “Chi ha paura di Giuliano?” sulle rivelazioni sconvolgenti che riguardano il famoso bandito Salvatore Giuliano e infine “Mangiaracina Investigazioni”, quattro puntate di giallo in salsa palermitana, suspense e divertimento, temi importanti e una Palermo bellissima.

Ti aspettavi questo successo? 
Mi emoziona molto ricevere commenti e plausi da tutte le parti del mondo, sembra impossibile e invece sta accadendo davvero. Amazon Prime Video è una delle piattaforme più viste e importanti del pianeta e ritrovarmi ai primi posti nei motori di ricerca, fa venire la pelle d’oca. Non mi è stato mai regalato nulla, tutto è frutto di enormi sacrifici e di una testa così caparbia che più non si può. I costi, in termini di tempo, speranze deluse, porte in faccia, scherno, tradimenti, ingiustizie, sono stati tanti e davvero ingenti, ma sono abituata a chiamare i problemi “opportunità” e mi alleno ogni giorno a perdonare e sorridere alla vita, il bicchiere sempre mezzo pieno e la fiducia in aiuti invisibili pronti a mettere a posto le cose.

Chi sono gli attori di "Mangiaracina Investigazioni"?

Mangiaracina Investigazioni è anche l’occasione di dare spazio a professionalità e attori siciliani di valore, che non hanno ancora avuto l’opportunità di una vera ribalta nazionale o internazionale, come il bravissimo Massimo Marotta che interpreta Terio Mangiaracina, la sorella Fana interpretata da una meravigliosa Sabrina Lembo, l’affascinante Anna Attademo o la splendida Miriam Taze, o il divertente Salvo Ficano nei panni di un parcheggiatore che tutti gli spettatori amano. Ma i nomi sono tanti e vi conviene guardare la Serie, per non perderveli.

Come sei riuscita a realizzare il tuo sogno? Quali sono state le maggiori difficoltà?
Abbiamo lavorato con un piccolo budget, con il contributo del Comune di Palermo e usando il mio premio alla sceneggiatura ottenuto dal MIBAC. Il resto, qualche sponsor, qualche gratuità e tanto impegno personale, di ogni tipo. Con i sogni è così, non bisogna arrendersi mai. Ci sono voluti quasi cinque anni e, quando pensavo di aver superato gli scogli più alti, ultimando la lavorazione, mi sono resa conto che il vero ostacolo era la distribuzione. Pensavo di poter contare sulla RAI, visto che avevo vinto un bando con la Sicilia Film Commission e la RAI, ma qual bando - vedi che destino - era stato disatteso e così ho cominciato a bussare a tante di quelle porte da sbucciarmi le nocche delle mani, finché non ho trovato un distributore collegato a Prime Video e abbiamo tentato anche lì, pieni di speranza. Siamo stati fortunati.

Cosa ti aspetti per il futuro? Ci sarà la seconda stagione della serie TV?

Adesso tutti mi chiedono della seconda stagione e io ho solo una risposta: cerco produttori che investano, anche la stessa Prime Video per esempio, o finanziatori che s’innamorino della famiglia Mangiaracina. Con i libri è accaduto così: la casa editrice E/O ha letto il primo libro e si è appassionata alle vicende dei Mangiaracina, così mi hanno pubblicato tre dei cinque libri finora darti alle stampe. Cerco finanziatori in Italia ma anche negli Stati Uniti, visto che lì la serie piace. Di sicuro, non posso più andare avanti da sola. Per questo, invito tutti a fare passaparola, a parlarne, parlarne il più possibile. E’ l’unica cosa che conta per le realtà indipendenti come la nostra.


7 dicembre 2021
La redazione "Gialli e Neri"

IL ROMANZO TERRA NOSTRA È TRA I 200 LIBRI PIÙ BELLI D'ITALIA

Il romanzo Terra Nostra del giovane scrittore Amato Salvatore Campolo è stato selezionato al Concorso Letterario Tre Colori 2022 entrando n...