mercoledì 1 dicembre 2021

Vi presentiamo "La Vinaia", il giallo dello scrittore Luigi Lazzaro

SINOSSI
Siamo nel 1955. 
A Faramonte, un paesino dell’appennino abruzzese, Bambina Buongarzone (la Vinaia), moglie del locale vinaio e già prostituta nelle case di tolleranza con il nome d’arte “Millecazzi”, viene trovata violentata e morta ammazzata nella bottiglieria del marito.  In quattro e quattr’otto i locali carabinieri arrestano Turuccio, lo scemo del paese che da tempo perseguitava la donna. Benché sia chiaro che Turuccio, sebbene coinvolto, non possiede le capacità intellettuali per organizzare e compiere un tale crimine, nel paese (che attende la visita del vescovo) tutti sono soddisfatti della soluzione e il povero Turuccio, nell’indifferenza generale, viene processato e rinchiuso nel manicomio criminale.  Circa un anno dopo, in paese arriva Zelinda, la sorella della Vinaia, una donna sola e disperata alla ricerca della verità sulla morte della gemella. Dopo qualche mese giunge a Faramonte anche Matteo, uno psicologo omosessuale in distacco punitivo presso la scuola elementare del paese a causa del suo “vizio” (siamo nella provincia bigotta degli anni cinquanta). Zelinda convince Matteo ad aiutarla a scoprire come sia veramente morta la sorella, ma ambedue trovano grande resistenza da parte del resto del paese, oltre che dei baroni de Basilijis, un’antica famiglia aristocratica funestata nei secoli da ripetuti episodi di follia. La storia trova il suo tragico epilogo nei meandri del tetro palazzo de Basilijis e sulle vicine montagne. Una vicenda oscura che si dipana in un’atmosfera opprimente, accentuata dalla pioggia battente e dal grigiore degli animi, con la sensazione claustrofobica di essere imprigionati in un acquario soffocante. Un paesaggio infernale in cui i personaggi si muovono nell'attesa della loro piccola apocalisse Un finale in cui la verità si ribalta ripetutamente in una sequela di sorprendenti colpi di scena.

Prologo, anno 1955
 
Tutti  in paese  la  chiamavano la  Vinaia. Anche  Gerlando,  il  suo anziano marito, la  chiamav a  così, sia in  pubblico  sia  in  privato,  perfino  quelle  rare  volte  che,  raccolte  le  povere  forze  dei  suoi  stanchi lombi, la  possedeva  e  a  ogni  affondo invocava:  «Vinaia, ahhhh, Vinaiaaa!». Dopo  la  morte  della  prima  moglie  con  cui  aveva  gestito  la  bottiglie ria  per  oltre  trent'anni,  Gerlando si  era  affannato  a  continuare  da  solo  il  suo  mestiere  di  vinaio,  ma  il  contatto  con  la  clientela  lo disturbava  e  allora  gli  era  venuta  l’idea  di  riaccasarsi. Aveva  conosciuto  colei  che  sarebbe  diventata  la  sua  nu dove  Bambina  Buongarzone ova  mogli e,  la  Vinaia,  al altrimenti  detta  Ficadiferro casino di  Pescara, faceva  marchette  con  grande  dedizione e  in perfetta  letizia. Si  erano  sposati  in  comune  il  trentuno  dicembre  del  1952,  lui  sessant'anni  e  lei  trenta,  e  avevano tr ascorso la  loro prima  notte  sul  treno per  Roma. Durata  del  viaggio di  nozze:  un giorno.
Arrivati  nella  città  eterna  la  mattina  del  primo  gennaio,  avevano  visitato  in  tram  il  Colosseo  e Piazza  San  Pietro  per  poi  pranzare  in  una  latteria  di  via  del  Basilico fetta  di  pane  e  un bicchiere  di  latte  ciascuno. :  un  uovo  al  tegamino  con  una Alle  quindici  in  punto  erano  al  cinema  Barberini,  al  primo  spettacolo  di Luci  della  Ribalta Gerlando  cadde  subito  addormentato  e  Bambina  dovette  varie  volte  dargli  di  gomito  a  c . ausa  del  suo imbarazzante  ronfare. Alle  diciotto  e  trenta  erano  di  nuovo  in  treno,  e  sei  ore  dopo  erano  a  casa,  a  Faramonte,  alle  falde della  Maiella...

I NUMEROSI PREMI DE "LA VINAIA"

2015 Vincitore del premio Delitto d’Autore

2015 Cinquina finale premio Quasimodo

2015 Vincitore del Concorso del Leone

2016 Vincitore del premio La Città di Murex

2017 secondo posto al premo Golfo dei Poeti Shelley e Byron

2017 Migliore opera thriller al premio Un Libro Amico per l’Inverno

2018 Premio Associazione Culturale Accademia Res Aulica

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